La presidente della SNA Paola Severino e il ministro della Giustizia Marta Cartabia alla presentazione del film documentario “Rebibbia lockdown”
Eventi
Nato da un’idea della prof. ssa Severino, il documentario racconta l’esperienza vissuta da quattro studenti universitari con un gruppo di detenuti-studenti del reparto di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia: i quattro ragazzi seguivano per il progetto "Legalità e Merito" i detenuti-studenti ma il “virus all’improvviso blocca ogni incontro. I due mondi estranei si trovano accomunati dallo stato di detenzione imposto dal contagio. Nasce un fitto rapporto epistolare e forse per la prima volta, fra vita libera e vita reclusa c’è una somiglianza. Solo alla fine del lockdown, tutti i protagonisti avranno modo di rincontrarsi personalmente nell’aula universitaria di Rebibbia, sentendosi più legati di prima. Un lavoro che dà voce alle paure e alle inquietudini generate dalla pandemia all’interno dell’universo carcerario, all’impatto sui detenuti e sul personale di Polizia Penitenziaria. Nel periodo in cui il Covid-19 ha costretto tutti all’isolamento nelle proprie abitazioni, tra i protagonisti del film documentario si è instaura un fitto scambio epistolare nel quale ognuno sceglie di raccontare a cuore aperto sogni, speranze e sacrifici.
“Rebibbia lockdown” è stato diretto da Fabio Cavalli e prodotto da Clipper Media con Rai Cinema, con il sostegno della Regione Lazio – Fondo regionale per il cinema e realizzato grazie alla disponibilità del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, sviluppato in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e l’Autorità Nazionale Anticorruzione.

La presidente della SNA Paola Severino e il ministro della Giustizia Marta Cartabia alla presentazione del film documentario “Rebibbia lockdown”
Eventi
Nato da un’idea della prof. ssa Severino, il documentario racconta l’esperienza vissuta da quattro studenti universitari con un gruppo di detenuti-studenti del reparto di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia: i quattro ragazzi seguivano per il progetto "Legalità e Merito" i detenuti-studenti ma il “virus all’improvviso blocca ogni incontro. I due mondi estranei si trovano accomunati dallo stato di detenzione imposto dal contagio. Nasce un fitto rapporto epistolare e forse per la prima volta, fra vita libera e vita reclusa c’è una somiglianza. Solo alla fine del lockdown, tutti i protagonisti avranno modo di rincontrarsi personalmente nell’aula universitaria di Rebibbia, sentendosi più legati di prima. Un lavoro che dà voce alle paure e alle inquietudini generate dalla pandemia all’interno dell’universo carcerario, all’impatto sui detenuti e sul personale di Polizia Penitenziaria. Nel periodo in cui il Covid-19 ha costretto tutti all’isolamento nelle proprie abitazioni, tra i protagonisti del film documentario si è instaura un fitto scambio epistolare nel quale ognuno sceglie di raccontare a cuore aperto sogni, speranze e sacrifici.
“Rebibbia lockdown” è stato diretto da Fabio Cavalli e prodotto da Clipper Media con Rai Cinema, con il sostegno della Regione Lazio – Fondo regionale per il cinema e realizzato grazie alla disponibilità del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, sviluppato in collaborazione con il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dell’Università e della Ricerca, il Consiglio Superiore della Magistratura, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e l’Autorità Nazionale Anticorruzione.