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Organizzazioni sempre più complesse. Nella sede SNA di Caserta al via i corsi sulla leadership pubblica nell’era dell’ibridazione digitale

Corso-concorso

Governare sistemi sempre più complessi per generare fiducia e partecipazione. Questo il tema al centro della lezione quadro che, dal 20 di novembre, nella sede residenziale SNA di Caserta, ha dato l'avvio a una fase di approfondimenti in modalità laboratoriale rivolti ai futuri dirigenti della PA sulla gestione delle organizzazioni complesse.

Gli allievi dirigenti del 10° Corso-concorso hanno incontrato studiosi e professionisti che, da prospettive diverse, hanno delineato il profilo del dirigente pubblico nella sfida alla governance organizzativa.

Il confronto è stato coordinato dal professor Gianluigi Mangia, responsabile del Dipartimento management risorse umane della SNA, e animato dagli interventi di Geert Bouckaert, professore emerito della facoltà di Scienze sociali dell' Università di Lovanio, Vincenza Esposito, professore ordinario presso il Dipartimento di diritto, economia e management dell'Università del Sannio, Titti Postiglione, dirigente generale SNA e responsabile dei poli formativi territoriali, Monica Parrella, capo dell'Unità di missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e Marcello Martinez, professore ordinario di organizzazione aziendale presso l'Università della Campania.

Il quadro emerso racconta una pubblica amministrazione profondamente trasformata: la dimensione digitale è ormai pervasiva, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è entrato nella quotidianità delle organizzazioni e i dirigenti devono gestire uno spazio-tempo ibrido, in cui umano e non-umano coesistono.

Non si tratta più di considerare l’IA un semplice copilota, ma di comprenderla come un “attrezzo architettonico” capace di realizzare un progetto pensato dalle persone, proprio come Imhotep concepì la piramide affidandone la costruzione agli operai.

Per i relatori, la vera sfida è mantenere una visione d’insieme: la complessità non va scomposta subito in parti, ma osservata nel suo intero, come ricorda la metafora del puzzle di Georges Perec.

Solo quando l’essenziale è chiaro si possono introdurre modelli, e persino “disordine”, trasformandoli in energia organizzativa. È un equilibrio vertiginoso tra standardizzazione e immaginazione, razionalità ed emozioni, che richiede dirigenti capaci di attraversare la complessità anziché evitarla.

La prospettiva dello strategic foresight aiuta a leggere il non-noto, costruendo scenari e ridefinendo obiettivi a partire da analisi di contesto solide. Ma nessun modello funziona senza fiducia: elemento che nasce dalla responsabilità, dalla comunicazione del valore pubblico prodotto e dalla capacità di coinvolgere le persone.

La leadership, spiegano i relatori, è un atto continuo di relazione: si costruisce nel lavoro quotidiano, si alimenta con il coordinamento dei team e si misura anche nella cura degli aspetti emotivi che influenzano la performance.

Per formare dirigenti all’altezza delle amministrazioni del futuro servono competenze digitali avanzate, propensione al cambiamento e una chiara idea del valore che si vuole generare. Perché la complessità non è solo da governare: è il luogo in cui la PA può creare nuove forme di lavoro pubblico e rafforzare il legame di fiducia con i cittadini.

Organizzazioni sempre più complesse. Nella sede SNA di Caserta al via i corsi sulla leadership pubblica nell’era dell’ibridazione digitale
 

Organizzazioni sempre più complesse. Nella sede SNA di Caserta al via i corsi sulla leadership pubblica nell’era dell’ibridazione digitale

Corso-concorso

Organizzazioni sempre più complesse. Nella sede SNA di Caserta al via i corsi sulla leadership pubblica nell’era dell’ibridazione digitale

Governare sistemi sempre più complessi per generare fiducia e partecipazione. Questo il tema al centro della lezione quadro che, dal 20 di novembre, nella sede residenziale SNA di Caserta, ha dato l'avvio a una fase di approfondimenti in modalità laboratoriale rivolti ai futuri dirigenti della PA sulla gestione delle organizzazioni complesse.

Gli allievi dirigenti del 10° Corso-concorso hanno incontrato studiosi e professionisti che, da prospettive diverse, hanno delineato il profilo del dirigente pubblico nella sfida alla governance organizzativa.

Il confronto è stato coordinato dal professor Gianluigi Mangia, responsabile del Dipartimento management risorse umane della SNA, e animato dagli interventi di Geert Bouckaert, professore emerito della facoltà di Scienze sociali dell' Università di Lovanio, Vincenza Esposito, professore ordinario presso il Dipartimento di diritto, economia e management dell'Università del Sannio, Titti Postiglione, dirigente generale SNA e responsabile dei poli formativi territoriali, Monica Parrella, capo dell'Unità di missione PNRR presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e Marcello Martinez, professore ordinario di organizzazione aziendale presso l'Università della Campania.

Il quadro emerso racconta una pubblica amministrazione profondamente trasformata: la dimensione digitale è ormai pervasiva, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è entrato nella quotidianità delle organizzazioni e i dirigenti devono gestire uno spazio-tempo ibrido, in cui umano e non-umano coesistono.

Non si tratta più di considerare l’IA un semplice copilota, ma di comprenderla come un “attrezzo architettonico” capace di realizzare un progetto pensato dalle persone, proprio come Imhotep concepì la piramide affidandone la costruzione agli operai.

Per i relatori, la vera sfida è mantenere una visione d’insieme: la complessità non va scomposta subito in parti, ma osservata nel suo intero, come ricorda la metafora del puzzle di Georges Perec.

Solo quando l’essenziale è chiaro si possono introdurre modelli, e persino “disordine”, trasformandoli in energia organizzativa. È un equilibrio vertiginoso tra standardizzazione e immaginazione, razionalità ed emozioni, che richiede dirigenti capaci di attraversare la complessità anziché evitarla.

La prospettiva dello strategic foresight aiuta a leggere il non-noto, costruendo scenari e ridefinendo obiettivi a partire da analisi di contesto solide. Ma nessun modello funziona senza fiducia: elemento che nasce dalla responsabilità, dalla comunicazione del valore pubblico prodotto e dalla capacità di coinvolgere le persone.

La leadership, spiegano i relatori, è un atto continuo di relazione: si costruisce nel lavoro quotidiano, si alimenta con il coordinamento dei team e si misura anche nella cura degli aspetti emotivi che influenzano la performance.

Per formare dirigenti all’altezza delle amministrazioni del futuro servono competenze digitali avanzate, propensione al cambiamento e una chiara idea del valore che si vuole generare. Perché la complessità non è solo da governare: è il luogo in cui la PA può creare nuove forme di lavoro pubblico e rafforzare il legame di fiducia con i cittadini.