SNA -

 

Alla SNA il whistleblowing si impara giocando: al via la sperimentazione di "Fai la tua parte"

Formazione

Mettersi nei panni di chi decide di segnalare un illecito, per comprendere da vicino dubbi, responsabilità e tutele.

È quanto hanno sperimentato i partecipanti alla prima prova del gioco di ruolo Fai la tua parte!, realizzato alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione nell’ambito del progetto europeo Open The Whistle.

La simulazione, pensata per andare oltre la semplice illustrazione di norme e procedure, ha coinvolto i partecipanti in un percorso esperienziale che ha fatto vivere in prima persona le fasi della segnalazione di illecito: dal dilemma etico alla tutela contro le ritorsioni, esplorando dinamiche, sensibilità, responsabilità e punti critici del processo, favorendo un confronto diretto e consapevole.

Organizzati in piccoli gruppi, i partecipanti hanno interpretato ruoli differenti: dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), al dirigente, ai colleghi, alla persona segnalante, l’ANAC e gli Enti del Terzo Settore che forniscono supporto e assistenza ai whistleblower.

Sotto la guida di Carlotta Bartolucci e Leonardo Ferrante di Libera, e Valentina M. Donini della SNA, attraverso il gioco i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con Giulia Cossu e Valentina Tomassi, funzionarie ANAC, che hanno risposto a domande e dubbi emersi durante la simulazione, offrendo spunti pratici e riflessioni utili sul tema del whistleblowing.

L’esperienza ha fatto emergere dinamiche, sensibilità e criticità del processo di segnalazione, stimolando un confronto diretto e consapevole sulle responsabilità di ciascun attore coinvolto.

L’iniziativa si inserisce tra gli impegni della Scuola per l’attuazione del Sesto Piano d’Azione Nazionale per il Governo Aperto e rappresenta un passo avanti nella diffusione di strumenti formativi innovativi e nella promozione di una cultura della segnalazione consapevole, etica e protetta all’interno delle pubbliche amministrazioni.

Alla SNA il whistleblowing si impara giocando: al via la sperimentazione di
 

Alla SNA il whistleblowing si impara giocando: al via la sperimentazione di "Fai la tua parte"

Formazione

Alla SNA il whistleblowing si impara giocando: al via la sperimentazione di

Mettersi nei panni di chi decide di segnalare un illecito, per comprendere da vicino dubbi, responsabilità e tutele.

È quanto hanno sperimentato i partecipanti alla prima prova del gioco di ruolo Fai la tua parte!, realizzato alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione nell’ambito del progetto europeo Open The Whistle.

La simulazione, pensata per andare oltre la semplice illustrazione di norme e procedure, ha coinvolto i partecipanti in un percorso esperienziale che ha fatto vivere in prima persona le fasi della segnalazione di illecito: dal dilemma etico alla tutela contro le ritorsioni, esplorando dinamiche, sensibilità, responsabilità e punti critici del processo, favorendo un confronto diretto e consapevole.

Organizzati in piccoli gruppi, i partecipanti hanno interpretato ruoli differenti: dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), al dirigente, ai colleghi, alla persona segnalante, l’ANAC e gli Enti del Terzo Settore che forniscono supporto e assistenza ai whistleblower.

Sotto la guida di Carlotta Bartolucci e Leonardo Ferrante di Libera, e Valentina M. Donini della SNA, attraverso il gioco i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con Giulia Cossu e Valentina Tomassi, funzionarie ANAC, che hanno risposto a domande e dubbi emersi durante la simulazione, offrendo spunti pratici e riflessioni utili sul tema del whistleblowing.

L’esperienza ha fatto emergere dinamiche, sensibilità e criticità del processo di segnalazione, stimolando un confronto diretto e consapevole sulle responsabilità di ciascun attore coinvolto.

L’iniziativa si inserisce tra gli impegni della Scuola per l’attuazione del Sesto Piano d’Azione Nazionale per il Governo Aperto e rappresenta un passo avanti nella diffusione di strumenti formativi innovativi e nella promozione di una cultura della segnalazione consapevole, etica e protetta all’interno delle pubbliche amministrazioni.