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Imperativo etico, legalità, ruoli e modelli del whistleblower al centro dell'incontro della Comunità di Pratica per i RPCT

Sono riprese il 15 settembre le attività della Comunità di Pratica per i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e Trasparenza con l'incontro di Andrea Franzoso (autore) e Giusi Pacilli (prof.ssa di psicologia sociale all’Università di Perugia), moderati da Opens internal link in current windowValentina M. Donini (SNA).  

Andrea Franzoso ha raccontato la sua esperienza di whistleblower, di come la sua vita è cambiata nel momento in cui ha scelto di denunciare, nonostante la piena consapevolezza delle conseguenze che sarebbero seguite alla segnalazione. Ma ha anche sottolineato come, in realtà, non si tratti tanto di una scelta quanto di un vero e proprio imperativo etico, per cui scegliere la legalità è la cosa più ovvia, oltre che giusta.

Giusi Pacilli ha esplorato il rapporto tra comportamenti individuali e dinamiche di gruppo, soffermandosi sulla dialettica tra straordinarietà e normalità del profilo del whistleblower.

In un dialogo intenso che ha visto anche un forte coinvolgimento dei partecipanti alla CdP, si è discusso del rapporto tra lealtà e giustizia, di ruoli e modelli, del whistleblowing come fenomeno collettivo e non individuale, sottolineando la necessità di superare la narrazione, dannosa per tutti, del whistleblower eroe, a favore di una normalizzazione dei comportamenti etici.

La registrazione dell’evento è disponibile all’interno della Comunità di Pratica per i RPCT.




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