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Roma capitale

Guida alla lettura del undefinedd.lgs. 17 settembre 2010, n. 156 "Disposizioni recanti attuazione dell'articolo 24 della undefinedlegge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale",
del undefinedd.lgs. 18 aprile 2012, n. 61 "Ulteriori disposizioni in materia di ordinamento di Roma capitale",
e del undefinedd.lgs. 51/2013 "Modifiche ed integrazioni al undefineddecreto legislativo 18 aprile 2012, n. 61, concernente ulteriori disposizioni di attuazione dell'articolo 24 della undefinedlegge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento di Roma Capitale".

Il undefineddecreto legislativo 156/2010 disciplina le disposizioni fondamentali dell’ordinamento di Roma capitale in relazione agli organi di governo[1] – l’Assemblea capitolina, il Sindaco e la Giunta capitolina - all'autonomia statutaria, e allo status degli amministratori. Tale ordinamento è volto a “garantire il migliore assetto delle peculiari funzioni che la capitale è chiamata a svolgere quale sede degli organi costituzionali nonché delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri” (undefinedlegge 42/2009, art. 24, comma 2). L’ordinamento transitorio, in vista dell’attuazione di una disciplina organica delle città metropolitane e che a regime, si intende riferito alla città metropolitana di Roma capitale definisce il limite inderogabile per l’autonomia normativa dell’ente Roma capitale[2]. Per garantire la chiarezza e la certezza del diritto, modifiche, deroghe o abrogazioni delle norme del decreto devono essere espressamente dichiarate dalle leggi dello Stato.

Il successivo undefineddecreto 61/2012 [3], integrato e modificato dal undefinedd.lgs. 51/2013, disciplina il conferimento a Roma capitale delle funzioni amministrative rientranti nella competenza dello Stato - in particolare, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, lo sviluppo economico e sociale di Roma capitale e la protezione civile. Per quanto concerne il trasferimento delle funzioni amministrative nell'ambito delle materie di competenza legislativa della Regione - in particolare, lo sviluppo urbano e la pianificazione territoriale, l’edilizia pubblica e privata, l’organizzazione e il funzionamento dei servizi urbani di trasporto e mobilità - il legislatore demanda ad una successiva legge regionale, mentre il conferimento di ulteriori funzioni amministrative nell’ambito delle materie di competenza legislativa della Regione può essere attuato con legge regionale, sentiti la Provincia di Roma e Roma capitale.

I decreti si inseriscono nella attuazione della legge delega sul federalismo fiscale (undefinedlegge 42/2009) che già istituiva l’ente territoriale “Roma capitale” dotato di una “speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, nei limiti stabiliti dalla Costituzione” (art. 24, comma 2 della undefinedlegge delega 5 maggio 2009, n. 42) e con funzioni amministrative aggiuntive oltre a quelle proprie del Comune di Roma [4]. L’attuazione è parziale in quanto non sono disciplinati con i decreti “l’assegnazione di nuove risorse umane e dei mezzi”, nonché “i principi generali per l’attribuzione alla città di Roma di un proprio patrimonio” previsti dai commi 5 e 7, art. 24 della undefinedlegge delega.

Nel rispetto dell’invarianza finanziaria, dall'attuazione deiundefineddecreti di riforma 156/2010 e undefined 61/2012 (e successive modificazioni) non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica[5].

Schema riassuntivo dei principali provvedimenti statali relativi a Roma capitale

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