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Rimozione degli squilibri economici e sociali

Guida alla lettura del d.lgs. 88/2011 "Risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali"

Il d.lgs. 88/2011 definisce le norme e le procedure relative alla destinazione e utilizzazione delle risorse aggiuntive che lo Stato intende trasferire a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, e la determinazione degli interventi speciali volti a promuovere lo sviluppo economico, la coesione sociale e territoriale e la rimozione gli squilibri economici e sociali. Tali disposizioni non sostituiscono le norme vigenti sui contributi speciali e gli interventi diretti dello Stato con le finalità indicate al quinto comma dell’art. 119 della Costituzione [1] e che perseguono scopi diversi dalla promozione dello sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale, e la rimozione degli squilibri economici e sociali del Paese.

Nel decreto sono definiti i principi e i criteri che guidano le politiche di coesione economica e sociale. Tra questi vi sono tra l’altro la programmazione pluriennale delle risorse nel rispetto delle priorità programmatiche individuate dall'Unione europea, l'addizionalità delle risorse devolute, e la sorveglianza, il monitoraggio e il controllo delle iniziative

Le risorse impegnate negli interventi di rimozione degli squilibri economici e sociali derivano da finanziamenti dell’Unione europea, da cofinanziamenti nazionali, e dal Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Il coordinamento degli interventi in materia e dei relativi fondi strutturali dell’Unione europea è demandato al Ministro delegato per le politiche di coesione economica, sociale e territoriale che svolge anche il ruolo di garante dei rapporti con i competenti organi comunitari

Strumento strategico per il finanziamento degli interventi speciali dello Stato e di erogazione di contributi speciali è il Fondo per lo sviluppo e la coesione con carattere pluriennale. La dotazione e la programmazione finanziaria è stabilita dalla legge di stabilità, mentre la programmazione strategica è affidata al Documento di indirizzo strategico. Contestualmente alla stipula del Contratto istituzionale di sviluppo con le Regioni e le amministrazioni competenti sono trasferite le risorse a fondi a destinazione vincolata alle finalità. Comunque l’85 per cento delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione è destinato alle Regioni del Mezzogiorno e il restante 15 per cento alle Regioni del Centro-Nord.

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