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Meccanismi sanzionatori e premiali per Regioni, Province e Comuni

Guida alla lettura del d.lgs. 6 settembre 2011, n. 149 "Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42".

Il decreto legislativo n. 149, approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 settembre 2011 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 settembre successivo, chiude la serie dei decreti legislativi previsti dalla legge delega n. 42/2009, della quale attua in particolare i principi dell’articolo 17, lettera e) [1].

Il decreto è stato emanato senza che sia stata raggiunta l’intesa in sede di Conferenza unificata, poiché i rappresentanti delle autonomie locali hanno evidenziato dei profili problematici circa l’impianto di alcune disposizioni del decreto.
È strutturato in tre capi recanti rispettivamente: disciplina dei meccanismi sanzionatori (artt. 1-7), meccanismi premiali (artt. 8-12) e disposizioni finali (artt. 13-16).

I punti qualificanti sono: la previsione dell’obbligo per i Presidenti delle Regioni, i Presidenti delle Province e i Sindaci di redigere una relazione finale sulle spese effettuate e sulle attività amministrative e normative attuate nel corso del mandato; l’istituto della responsabilità politica degli amministratori locali giudicati responsabili di aver causato il dissesto finanziario dell’ente, con conseguente sanzione politica dell’incandidabilità alle cariche elettive locali, statali e dell’Unione europea e dell’interdizione dalle cariche di governo locali, nazionali ed europee per un periodo di dieci anni; i meccanismi premiali per incentivare gli enti locali alla gestione equilibrata dei bilanci e alla lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

Il decreto si propone di dare effettività ai principi di responsabilità e di autonomia di entrata e spesa degli enti locali attraverso la previsione, da un lato, di meccanismi premiali per gli enti virtuosi che assicurino saldi finanziari positivi e offrano servizi di qualità e, dall’altro, di un apparato sanzionatorio che colpisca gli amministratori che non rispettano gli obiettivi di finanza pubblica.

Le disposizioni hanno carattere ordinamentale, perché non incidono sui saldi di finanza pubblica, e sono ispirate ai principi della legge delega:

  • autonomia di entrata e di spesa e maggiore responsabilizzazione amministrativa, funzionaria e contabile di tutti i livelli di governo;
  • lealtà istituzionale e concorso di tutte le amministrazioni pubbliche al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica nazionale, in coerenza con i vincoli posti dall’Unione europea e dai trattati internazionali;
  • coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell’attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, prevedendo meccanismi di carattere premiale;
  • premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti nell’esercizio della potestà tributaria, nella gestione finanziaria ed economica, e previsione di meccanismi sanzionatori per gli enti che non rispettano gli equilibri economico-finanziari, o non assicurano i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117 della Costituzione.

Le norme contenute nel decreto introducono novità significative che si propongono di modificare, migliorandolo, il rapporto tra amministratore ed elettore, nella direzione di una responsabilizzazione del primo e di una maggiore capacità di controllo democratico del secondo.

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