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Federalismo demaniale

Guida alla lettura del undefinedd.lgs. 28 maggio 2010, n. 85 "Attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’art. 19 della undefinedlegge 5 maggio 2009, n. 42".

Il decreto relativo al federalismo demaniale costituisce il primo provvedimento di attuazione, in ordine temporale, del federalismo fiscale disciplinato dalla undefinedlegge delega 42/2009 che all’art. 19, stabilisce i principi e i criteri direttivi per l’individuazione e l’attribuzione a titolo non oneroso, a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio.

Il trasferimento dei beni statali comporta il dovere dell’ente territoriale beneficiario di assicurarne la massima valorizzazione funzionale, pena l’inserimento del bene non adeguatamente utilizzato nel patrimonio vincolato affidato all’Agenzia del demanio o all’amministrazione che ne cura la gestione.

L’attribuzione agli enti territoriali è ope legis per i beni del demanio marittimo, del demanio idrico e le miniere. I beni del demanio marittimo e del demanio idrico mantengono dopo il trasferimento, la loro natura di beni demaniali e pertanto indisponibili, tranne in casi particolari di passaggio dei beni demaniali al patrimonio.

L’attribuzione degli altri beni statali trasferibili è invece conseguente all’individuazione dei beni disciplinata dal undefineddecreto 85/2010 e da successivi decreti attuativi, nel rispetto della Costituzione ed all’inoltro di una specifica domanda dell’ente interessato. I beni trasferiti su richiesta entrano a far parte del patrimonio disponibile della Regione o dell’ente locale - tranne i beni del demanio aeroportuale che mantengono la loro natura di beni demaniali e i beni culturali indicati nell'ambito di specifici accordi di valorizzazione che, in seguito al trasferimento, rimangono comunque beni inalienabili - e possono essere venduti previo coinvolgimento di una apposita conferenza di servizi volta ad acquisire le autorizzazioni, gli assensi e le approvazioni necessari alla variazione di destinazione urbanistica dei beni. Le risorse nette che ne derivano sono destinate in parte a finanziare la riduzione del debito dell’ente territoriale e le spese di investimento, e in parte confluiscono nel Fondo per l’ammortamento dei titoli dello Stato, secondo quote definite dal decreto attuativo.

  • Processo di trasferimento dei beni dello Stato

Contestualmente al trasferimento dei beni come disciplinato dal undefineddecreto 85/2010 sono ridotte le risorse a qualsiasi titolo spettanti all'ente territoriale beneficiario in misura pari alla riduzione delle entrate erariali conseguenti al processo di attribuzione dei beni statali, garantendo la neutralità finanziaria del provvedimento.

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