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Il Fondo per lo sviluppo e la coesione

Il Fondo per lo sviluppo e la coesione (nuova denominazione del Fondo per le aree sottosviluppate) rappresenta lo strumento strategico e operativo privilegiato per dare unità programmatica e finanziaria agli interventi aggiuntivi. In particolare, il Fondo finanzia gli interventi speciali dello Stato e l’erogazione di contributi speciali.

Rispecchiando l’articolazione temporale della programmazione dei Fondi strutturali dell’Unione europea, il Fondo assume carattere pluriennale.

La dotazione del Fondo e la ripartizione annuale sono definite dalla legge di stabilità relativa all’esercizio finanziario che precede l’avvio di un nuovo ciclo pluriennale di programmazione, mentre la legge annuale di stabilità può aggiornare l’articolazione annuale del Fondo, ferma restando la dotazione complessiva del Fondo stessa, e la legge di stabilità successiva al primo triennio può procedere alla riprogrammazione del Fondo, previa intesa in sede di Conferenza unificata.

La programmazione del Fondo è contenuta nel Documento di indirizzo strategico, deliberato dal CIPE su proposta del Ministro delegato per le politiche di coesione economica, sociale e territoriale.

Successivamente, gli interventi e i programmi da finanziare sono proposti al Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) dal Ministro delegato, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati, nonché con le amministrazioni attuatrici individuate, in coerenza con il Documento di indirizzo strategico e nel limite delle risorse disponibili.

La stipula del Contratto istituzionale di sviluppo tra il Ministro delegato, d’intesa con il Ministro dell’economia e con gli altri Ministri interessati, con le Regioni e le amministrazioni competenti rappresenta l’ultimo passaggio necessario per il trasferimento delle risorse del Fondo e la contestuale individuazione di responsabilità, tempi e modalità di attuazione degli interventi. Tali risorse vengono quindi assegnate a fondi a destinazione vincolata alle finalità che garantiscono la piena tracciabilità delle risorse attribuite. Rimane al Governo la possibilità di esercitare il potere sostitutivo nel caso di inerzia o di inadempimento delle amministrazioni pubbliche responsabili degli interventi.

 

 

  • Schema riassuntivo dei meccanismi funzionali del Fondo per lo sviluppo e la coesione

Riferimento normativo

Art. 4, 5, 6

Denominazione del fondo

Il Fondo per lo sviluppo e la coesione è la nuova denominazione assunta dal Fondo per le aree sottoutilizzate, di cui all'art. 61 della l. 289/2002

Finalità e caratteristiche

Finalità del fondo

Il Fondo è finalizzato a dare unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, che sono rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese.

Caratteristiche del fondo

Il Fondo ha carattere pluriennale, in coerenza con l’articolazione temporale della programmazione dei Fondi strutturali dell’Unione europea, garantendo l’unitarietà e la complementarietà delle procedure di attivazione delle relative risorse con quelle previste per i Fondi strutturali dell’Unione europea.

Destinazione delle risorse del fondo

Il Fondo finanzia gli interventi speciali dello Stato e l’erogazione di contributi speciali.
Il Fondo è destinato a finanziare progetti strategici:

  • sia di carattere infrastrutturale sia di carattere immateriale,
  • di rilievo nazionale, interregionale e regionale,
  • aventi natura di grandi progetti o di investimenti articolati in singoli interventi tra loro funzionalmente connessi, in relazione a obiettivi e risultati quantificabili e misurabili, anche per quanto attiene al profilo temporale

Programmazione della dotazione e ripartizione finanziaria

Programmazione della dotazione e della ripartizione del fondo

La dotazione finanziaria del Fondo è incrementata con la legge di stabilità relativa all'esercizio finanziario che precede l’avvio del nuovo ciclo pluriennale di programmazione. In particolare con tale legge:

  • sono stanziate le risorse adeguate per le esigenze dell’intero periodo di programmazione, sulla base della quantificazione proposta dal Ministro delegato, compatibilmente con il rispetto dei vincoli di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica;
  • è ripartita la dotazione finanziaria per quote annuali, collegate all’andamento stimato della spesa.

Con la legge annuale di stabilità:

  • può essere aggiornata l’articolazione annuale, anche sulla scorta delle risultanze del sistema di monitoraggio unitario delle amministrazioni interessate, ferma restando la dotazione complessiva del Fondo.

Con la legge di stabilità successiva al primo triennio:

  • si può riprogrammare il Fondo solo previa intesa in sede di Conferenza unificata Stato – Regioni e autonomie locali.

Programmazione strategica e operativa

Programmazione strategica del fondo (il Documento di indirizzo strategico)

La programmazione strategica del Fondo è contenuta nel Documento di indirizzo strategico.
Tale documento è deliberato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), tenendo conto degli indirizzi comunitari, degli impegni assunti nel Programma nazionale di riforma e dei documenti relativi alla Decisione di finanza pubblica, su proposta del Ministro delegato, d’intesa con i Ministri dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico, nonché con la Conferenza unificata, entro il mese di ottobre dell’anno che precede l’avvio del ciclo pluriennale di programmazione.

Il Documento di indirizzo strategico definisce:

  • gli obiettivi e i criteri di utilizzazione delle risorse stanziate, le finalità da perseguire, il riparto delle risorse tra le priorità e le diverse macro-aree territoriali, nonché l’identificazione delle Amministrazioni attuatrici;
  • le condizioni istituzionali, generali e relative a ogni settore di intervento, che devono essere soddisfatte per l’utilizzo dei fondi;
  • i criteri di ammissibilità degli interventi al finanziamento riferiti:
    • ai tempi di realizzazione definiti per settore, per tipologia d’intervento, di soggetto attuatore e di contesto geografico;
    • ai risultati attesi, misurati con indicatori che soddisfino requisiti di affidabilità statistica, prossimità all’intervento, tempestività di rilevazione, pubblicità dell’informazione;
    • alla previsione preventiva di una metodologia rigorosa di valutazione degli impatti;
    • alla sostenibilità dei piano di gestione;
  • gli eventuali meccanismi premiali e sanzionatori, ivi compresa la revoca, anche parziale, dei finanziamenti, relativi al raggiungimento di obiettivi e risultati misurabili e al rispetto del crono-programma;
  • la possibilità di chiedere il cofinanziamento delle iniziative da parte dei soggetti assegnatari, anche attraverso l’apporto di capitali privati.

Presentazione degli interventi e dei programmi da finanziare

Entro il 1° marzo successivo al termine previsto per la delibera del Documento di indirizzo strategico, il Ministro delegato, in attuazione degli obiettivi e nel rispetto dei criteri definiti nel Documento, propone al CIPE per la conseguente approvazione, in coerenza con il riparto territoriale e settoriale ivi stabilito e d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati, nonché con le amministrazioni attuatrici individuate, gli interventi o i programmi da finanziare con le risorse del Fondo, nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente.

Trasferimento delle risorse del Fondo

Contratto di trasferimento delle risorse del fondo (il Contratto istituzionale di sviluppo)

Il Contratto istituzionale di sviluppo è lo strumento attuativo di trasferimento delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione.

Soggetti interessati nella stipula del contratto

Il Contratto istituzionale di sviluppo è stipulato dal Ministro delegato, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati, con le Regioni e le amministrazioni competenti. Al Contratto possono partecipare anche concessionari di servizi pubblici.

Scopo del contratto

Il Contratto è stipulato allo scopo:

  • di accelerare la realizzazione degli interventi di promozione dello sviluppo economico e la coesione sociale e territoriale e di rimuovere gli squilibri economici e sociali del Paese;
  • di assicurare la qualità della spesa pubblica.

Contenuti del contratto

Il contratto:

  • destina le risorse del Fondo assegnate dal CIPE;
  • individua responsabilità, tempi e modalità di attuazione degli interventi.

In particolare, il Contratto esplicita, per ogni intervento o categoria di interventi o programma:

  • il soddisfacimento dei criteri di ammissibilità al finanziamento come definiti nel Documento di indirizzo strategico;
  • il cronoprogramma;
  • le responsabilità dei contraenti, prevedendo le condizioni di definanziamento anche parziale, degli interventi o l’attribuzione delle relative risorse ad altro livello di governo, nel rispetto del principio della sussidiarietà;
  • eventualmente, tra le modalità attuative, la possibilità delle amministrazioni centrali e regionali di avvalersi di organismi di diritto pubblico in possesso dei necessari requisiti di competenza e professionalità.

Disciplina della progettazione, approvazione e realizzazione degli interventi individuati dal contratto

La progettazione, l’approvazione e la realizzazione degli interventi individuati nel Contratto sono disciplinati dalle norme sulle infrastrutture strategiche (parte II, Titolo III, Capo IV del d. lgs. 163/2006).
In caso di controversie si applicano le disposizioni processuali per le controversie relative a infrastrutture strategiche (art. 125 del d.lgs. 104/2010)

Trasferimento delle risorse in base al contratto

Le risorse del Fondo sono trasferite ai soggetti assegnatari, in relazione allo stato di avanzamento della spesa, in appositi fondi a destinazione vincolata alle finalità approvate. Tali finalità devono garantire la piena tracciabilità delle risorse attribuite, anche in linea con le procedure volte a impedire infiltrazioni criminali mafiose (art. 3 della l. 136/2010) e in linea con la disciplina contabile delle leggi di spesa pluriennale e a carattere permanente (art. 30 della l. 196/2009).

Coordinamento e vigilanza degli interventi previsti nel contratto (il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica)

Il coordinamento e la vigilanza dell’attuazione degli interventi previsti nel Contratto sono affidati al Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica. Questo Dipartimento controlla, monitora e valuta gli obiettivi raggiunti anche mediante forme di cooperazione con le amministrazioni statali, centrali e periferiche, e in raccordo con i Nuclei di valutazione delle amministrazioni statali e delle Regioni.
Le amministrazioni interessate effettuano i controlli necessari al fine di garantire la correttezza e la regolarità della spesa e partecipano al sistema di monitoraggio unitario di cui al Quadro strategico 2007/2013 previsto, a legislazione vigente, presso la Ragioneria generale dello Stato secondo le procedure vigenti e, ove previsto, al sistema di monitoraggio del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, senza nuovi e maggiori oneri.

In caso di inerzia e inadempienza delle amministrazioni pubbliche responsabili in base al contratto

In caso di inerzia o inadempimento delle amministrazioni pubbliche responsabili degli interventi, anche con riferimento al mancato rispetto delle scadenze del cronoprogramma, il Governo, al fine di assicurare la competitività, la coesione e l'unità economica del Paese, esercita il potere sostitutivo. In tal caso il Governo può anche nominare un commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri, il quale cura tutte le attività di competenza delle amministrazioni pubbliche occorrenti all'autorizzazione e all'effettiva realiz¬zazione degli interventi programmati, nel limite delle risorse allo scopo finalizzate.

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