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Principi e criteri direttivi della delega sul federalismo fiscale

Alla base del nuovo assetto dei rapporti finanziari tra lo Stato e gli enti locali vi è il superamento del sistema di finanza derivata e l’attribuzione di una maggiore autonomia di entrata e di spesa delle Regioni e degli enti locali, nel rispetto dei principi di solidarietà e di coesione sociale.

Tale processo comporta:

undefinedil passaggio dal sistema dei trasferimenti fondato sulla spesa storica a quello di attribuzione di risorse basate sull'individuazione dei fabbisogni standard necessari a garantire il finanziamento integrale dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali delle funzioni fondamentali degli enti locali. Tale processo è volto a garantire la massima responsabilizzazione di tutti i livelli di governo e l’effettività e la trasparenza del controllo democratico degli eletti da parte degli elettori. Al fine di promuovere il processo di convergenza dei costi e dei fabbisogni standard dei vari livelli di governo, la undefinedlegge delega 42/2009:

  1. definisce la struttura fondamentale delle entrate di Regioni ed enti locali. In linea generale, per quanto attiene alle modalità di finanziamento delle funzioni delle Regioni e degli enti locali, il loro normale esercizio dovrà essere finanziato:
    1. dalle risorse derivanti dai tributi e dalle entrate derivati e propri di Regioni ed enti locali e dalle compartecipazioni al gettito dei tributi erariali, da assegnare ai diversi livelli di governo in base al principio della territorialità [3] e nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. In particolare, alle Regioni, relativamente ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello Stato, viene attribuito il potere
      1. di istituire tributi regionali,
      2. di istituire tributi degli enti locali nel proprio territorio,
      3. di determinare variazioni delle aliquote e disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti fissati dalla legislazione statale per i tributi propri derivati, istituiti e regolati da leggi statali ed il cui gettito è attribuito agli enti locali,
      4. di istituire a favore degli enti locali compartecipazioni al gettito dei tributi e delle compartecipazioni regionali,
      5. di determinare variazioni percentuali delle aliquote delle addizionali sulle basi imponibili dei tributi erariali e disporre detrazioni entro i limiti fissati dalla legislazione statale;
    2. dal fondo perequativo.
  2. definisce i principi che regoleranno l’assegnazione di risorse perequative agli enti dotati di minori capacità di autofinanziamento. A tal fine la legge delega distingue:
    1. le spese connesse alle funzioni corrispondenti ai livelli essenziali delle prestazioni e quelle inerenti le funzioni fondamentali delle Regioni e degli enti locali, per le quali si prevede l’integrale copertura del fabbisogno;
    2. le spese connesse alle altre funzioni, per le quali si prevede la perequazione delle capacità fiscali
    3. In sintesi è previsto un doppio canale perequativo valido per tutti i livelli di governo che prevede la perequazione integrale dei fabbisogni, valutati a costi standard, per ciò che attiene i livelli essenziali delle prestazioni inerenti i diritti civili e sociali e le funzioni fondamentali degli enti locali, mentre le altre funzioni saranno finanziate secondo un modello di perequazione per un tendenziale livellamento delle differenti capacità fiscali dei diversi territori.
    4. le spese per gli interventi speciali, che fruiscono di contributi speciali, finanziamenti dall’Unione europea e cofinanziamenti nazionali.
  3. definisce i principi e i criteri direttivi di attribuzione alle Regioni e agli enti locali di un proprio patrimonio (art. 19)
  1. individua gli strumenti attraverso cui garantire il coordinamento fra i diversi livelli di governo in materia di finanza pubblica;

undefinedla definizione di principi nella delega al federalismo fiscale, tra cui:

  1. il coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nella attività di contrasto all’evasione e elusione fiscale;
  2. la compatibilità con gli impegni finanziari assunti con il patto di stabilità e crescita europeo;
  3. l’individuazione dei principi fondamentali dell’armonizzazione dei bilanci pubblici;
  4. il rispetto del principio della capacità contributiva ai fini del concorso alle spese pubbliche che comporta la non alterazione del criterio della progressività;
  5. l’esclusione di ogni doppia imposizione, fatte salve le addizionali previste dalla legge statale e regionale;
  6. la tendenziale correlazione tra il prelievo fiscale e il beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio volto a favorire la corrispondenza tra responsabilità finanziaria e responsabilità amministrativa e il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali nell’attività di lotta all'evasione e all'elusione fiscale;
  7. l’introduzione di premi ai comportamenti virtuosi ed efficienti - in termini di equilibrio di bilancio, qualità dei servizi, contenuto livello della pressione fiscale e incremento dell’occupazione - e sanzioni per gli enti che non rispettano gli obiettivi di finanza pubblica;
  8. la previsione di un’adeguata flessibilità fiscale;
  9. la riduzione dell’imposizione fiscale dello Stato in misura corrispondente alla più ampia autonomia di entrata di Regioni ed enti locali, calcolata ad aliquota standard;
  10. la coerenza tra il riordino e la riallocazione delle funzioni e la dotazione delle risorse umane e finanziarie, con il vincolo che al trasferimento delle funzioni corrisponda un trasferimento del personale tale da evitare ogni duplicazione di funzione;
  11. la garanzia della determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale nonché del suo riparto tra i diversi livelli di governo;
  12. la garanzia di nessun aumento della pressione fiscale complessiva, anche nel corso della fase transitoria.

undefinedOpens internal link in current windowla definizione dell’iter e Opens internal link in current windowdella tempistica per l’adozione dei decreti attuativi della legge delega sul federalismo fiscale:

  1. termine per il primo decreto attuativo: entro il 21 giugno 2010;
  2. termine per l’ultimo decreto attuativo: entro il 21 dicembre 2011 [4];
  3. termine per la relazione del Governo con i dati sulle implicazioni e le ricadute di carattere finanziario conseguenti all’attuazione della delega: 30 giugno 2010;
  4. iter: gli schemi dei decreti sono adottati previa intesa – non vincolante – raggiunta in sede di Conferenza unificata, e successivamente trasmessi alle Camere, con una relazione tecnica sugli effetti finanziari, ai fini del parere della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario.
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