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Principi e criteri direttivi per il coordinamento della finanza pubblica (art. 17-18)

Il coordinamento della finanza pubblica comporta:

  1. la garanzia di trasparenza delle diverse capacità fiscali e delle risorse complessive per abitante prima e dopo la perequazione, al fine di salvaguardare il principio dell’ordine della graduatoria delle capacità fiscali e la sua eventuale modifica a seguito dell’evoluzione del quadro economico territoriale;
  2. il concorso di tutti i livelli di governo al conseguimento degli obiettivi della politica di bilancio nazionale, in coerenza con i vincoli posti dall’Unione europea e dai Trattati internazionali. La undefinedlegge delega 42/2009 prevede quindi l’adozione da parte delle Regioni e degli enti locali di politiche di bilancio coerenti con quelle derivanti dall'applicazione del Patto di stabilità e crescita europea, mediante:
  3. undefinedMeccanismi di monitoraggio e controllo annuali della spesa e dei saldi degli enti decentrati. In particolare la legge delega prevede l’istituzione di una specifica Conferenza permanente per il coordinamento dinamico della finanza pubblica in seno alla quale verrà svolta l’attività di monitoraggio del Patto di convergenza. Qualora tale attività di monitoraggio rilevi che uno o più enti non hanno raggiunto gli obiettivi loro assegnati, la legge delega prevede l’attivazione, da parte dello Stato, previa intesa in sede di Conferenza unificata, di un Piano per il conseguimento degli obiettivi di convergenza, volto ad accertare le cause di tali scostamenti e a stabilire le azioni da intraprendere, anche fornendo agli enti la necessaria assistenza tecnica. Se gli scostamenti dal Patto di convergenza sono permanenti e sistematici, il Governo è chiamato ad adottare misure sanzionatorie commisurate all’entità degli scostamenti, che possono comportare l’applicazione di misure automatiche per l’incremento delle entrate tributarie ed extra-tributarie, mentre nei casi più gravi potrà sostituirsi agli organi di governo locale
    undefinedMeccanismi di carattere premiale. Forme premiali sono previste nei confronti degli enti che assicurano elevata qualità dei servizi e livello della pressione fiscale inferiore alla media degli enti del proprio livello di governo a parità di servizi offerti, degli enti che garantiscono il rispetto di quanto previsto dalla legge delega 42/2009 e degli enti che partecipano a progetti strategici mediante l’assunzione di oneri nell’interesse della collettività nazionale, o che incentivino l’occupazione e l’imprenditorialità femminile;
    undefinedMeccanismi sanzionatori. Un sistema sanzionatorio è destinato ad attivarsi nei confronti degli enti meno virtuosi rispetto agli obiettivi di finanza pubblica. Meccanismi sanzionatori di carattere automatico sono inoltre previsti a carico degli organi di governo e amministrativi nel caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari assegnati alla Regione e agli altri enti locali, con l’individuazione dei casi di ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili degli enti locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario, oltre che dei casi di interdizione delle cariche in enti vigilati o partecipati da enti pubblici.

    In tale ambito, alle Regioni è attribuito uno specifico ruolo di coordinamento a garanzia del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, in base al quale le Regioni, previa concertazione con gli enti locali che ricadono nel proprio territorio, possono adattare le regole e i vincoli posti dal legislatore nazionale, differenziando le regole di evoluzione dei flussi finanziari dei singoli enti in relazione alla diversità delle situazioni finanziarie esistenti nelle singole Regioni.

  4. l’individuazione di specifici indicatori di efficienza e di adeguatezza, volti a garantire obiettivi qualitativi dei servizi regionali e locali.
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