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Assetto della finanza

Assetto delle Regioni durante il periodo transitorio [7] e a regime (artt. 7-10, 20)

Spese per le funzioni corrispondenti ai livelli essenziali delle prestazioni (LEP), garantiti su tutto il territorio

Tra queste funzioni sono incluse le spese per:

  • la sanità e l’assistenza;
  • l’istruzione (in particolare le spese destinate allo svolgimento delle funzioni amministrative attribuite alle Regioni);
  • il trasporto pubblico locale (in particolare per la fornitura di un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale).

Per tali spese è garantito il finanziamento integrale del fabbisogno.

— Criteri di valutazione

Il fabbisogno necessario è predeterminato sulla base dei costi standard fissati dalla legge dello Stato.

Regime transitorio: il finanziamento della spesa storica è gradualmente e progressivamente sostituito dal finanziamento dei fabbisogni.

— Finanziamento

Il finanziamento è assicurato:

  1. dal gettito ad aliquota e a base imponibile uniformi derivante da:
  2. – tributi regionali:
    – – tributi propri derivati con legge statale (tra cui IRAP, fino alla sua sostituzione con altri tributi);
    – – addizionale regionale all’IRPEF;
    – compartecipazione al gettito dei tributi erariali (in via prioritaria, al gettito IVA).
  3. da quote del Fondo perequativo

A regime: Sono soppressi i trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese fondamentali ad eccezione dei contributi erariali in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dalle Regioni.

Sono cancellati nel bilancio dello Stato gli stanziamenti di spesa relativi al trasferimento delle funzioni trasferite alle Regioni, inclusi i costi del personale e di funzionamento.

A fronte della riduzione delle aliquote dei tributi erariali sono aumentati:

  • i tributi propri derivati con legge statale;
  • le addizionali sulle basi imponibili dei tributi erariali;
  • l’aliquota della compartecipazione regionale al gettito IVA;
  • l’aliquota della compartecipazione all'IRPEF.

— Perequazione

Alimentazione: il Fondo perequativo è costituito da una compartecipazione al gettito dell’IVA, considerata indistintamente per tutte le Regioni. Tale quota deve essere sufficiente ad integrare il fabbisogno di spesa delle Regioni per le quali il gettito dei tributi propri derivati, delle addizionali regionali IRPEF, e della compartecipazione al gettito dei tributi erariali è insufficiente alla copertura integrale del fabbisogno.

Ripartizione: la perequazione deve coprire la differenza tra il fabbisogno standard e il gettito dei tributi ad essi dedicati (escludendo le variazioni di gettito prodotte dall'esercizio dell’autonomia tributaria e dal contributo della Regione alla lotta all'evasione). Le quote del Fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione.

Altre spese

Per tali spese non è garantito il finanziamento integrale del fabbisogno.

— Finanziamento

Il finanziamento è assicurato da:

  1. dal gettito derivante da:
  2. – tributi regionali:
    – – tributi propri derivati con legge statale;
    – – addizionale regionale all'IRPEF;
    – – tributi propri istituiti e disciplinati con legge regionale;
  3. dal fondo perequativo

A regime: Sono soppressi i trasferimenti statali diretti al finanziamento delle spese non fondamentali ad eccezione dei contributi erariali in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dalle Regioni. Tali trasferimenti statali, fatta eccezione per quelli già destinati al Fondo perequativo e corrisposti a valere sul gettito IRAP, sono sostituiti dal gettito derivante dall'addizionale IRPEF ad aliquota media di equilibrio.

Sono cancellati nel bilancio dello Stato gli stanziamenti di spesa relativi al trasferimento delle funzioni trasferite alle Regioni, inclusi i costi del personale e di funzionamento.

A fronte della riduzione delle aliquote dei tributi erariali è incrementata l’aliquota media dell’addizionale regionale IRPEF.

— Perequazione

Alimentazione: il Fondo perequativo è costituito dal gettito dell’addizionale regionale all'IRPEF ad aliquota media. L’aliquota è fissata ad un valore sufficiente a pareggiare l’importo dei trasferimenti soppressi.

Ripartizione: nessuna perequazione è data per le Regioni in cui il gettito pro-capite è superiore a quello medio nazionale. Per le altre Regioni la perequazione è data sul parametro della capacità fiscale per abitante e non su quello della spesa, contribuendo alla riduzione ma non all'annullamento delle differenze di capacità fiscale esistenti tra le Regioni. Un trattamento particolare è previsto per le Regioni con minore popolazione. Le quote del Fondo sono assegnate senza vincolo di destinazione.

Spese speciali

— Finanziamento

Il finanziamento è assicurato da contributi speciali, finanziamenti dell’Unione Europea e cofinanziamenti nazionali, secondo il metodo della programmazione pluriennale. I finanziamenti dell’Unione Europea non possono essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato.

Assetto degli enti locali durante il periodo transitorio [8] e a regime (artt. 11-14, 21)

Spese riconducibili all'esercizio delle funzioni fondamentali [9]

Per tali spese è garantito il finanziamento integrale del fabbisogno.

— Criteri di valutazione

Il fabbisogno necessario è predeterminato sulla base dei costi standard fissati dalla legge dello Stato. In particolare, i fabbisogno per la spesa corrente è determinato in base al valore standardizzato della spesa, al netto degli interessi e le spese in conto capitale, in base ad indicatori di fabbisogno di infrastrutture, in coerenza con la programmazione regionale di settore.

Regime transitorio: il finanziamento della spesa storica è gradualmente e progressivamente sostituito dal finanziamento dei fabbisogni, entro 5 anni a partire dal termine fissato dai decreti legislativi attuativi. Nel frattempo e fino all’entrata in vigore delle norme che provvederanno all’individuazione delle funzioni fondamentali, il finanziamento del fabbisogno degli enti locali verrà effettuato considerando l’80% delle spese come fondamentali.

Contestualmente saranno riequilibrate le risorse tra gli enti che risultano sotto dotati, in termini di trasferimenti erariali, o sovra dotati.

— Finanziamento

Il finanziamento è assicurato:

  1. dai tributi degli enti locali [10]:
  2. – tributi propri derivati definiti con legge statale o regionale (per i Comuni, dall’imposizione immobiliare; per le Province, dal gettito di tributi relativi al trasporto su gomma);
    – addizionale su basi imponibili dei tributi erariali e regionali (per i Comuni, dall’addizionale comunale all’IRPEF);
    – tributi propri (per i Comuni e le Province, riferiti a specifici scopi);
  3. dalle compartecipazioni al gettito di tributi erariali e regionali (per i Comuni dalle compartecipazione all’IVA e all’IRPEF; per le Province, dalla compartecipazione ad un solo tributo erariale). Il gettito delle compartecipazioni erariali e regionali è senza vincolo di destinazione;
  4. da quote del Fondo perequativo.

Regime transitorio: Lo Stato e le Regioni provvedono al finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative nelle materie di competenza legislativa dello Stato o delle Regioni, e agli oneri derivanti dall'eventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni da loro svolte alla data di entrata in vigore dei decreti attuativi, determinando contestualmente adeguata copertura finanziaria.

I decreti attuativi dovranno fornire adeguata garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate, derivanti dall'autonomia finanziaria (comprese le compartecipazioni a tributi erariali) e dai trasferimenti perequativi sia, per il complesso dei Comuni e delle Province, corrispondente al valore dei trasferimenti che vengono soppressi.

A regime: soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti al finanziamento degli enti locali, ad esclusione degli stanziamenti destinati alla costituzione dei Fondi perequativi e quelli ancora in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dagli enti locali.

— Perequazione

Sono previsti due Fondi perequativi, uno per i Comuni e uno per le Province e le Città metropolitane, iscritti nel bilancio delle singole Regioni ed alimentato attraverso un apposito Fondo perequativo dello Stato.

Alimentazione: la dimensione del Fondo perequativo è determinata, per ogni ente, in misura pari alla differenza tra il totale dei fabbisogni standard per le funzioni fondamentali e il totale delle entrate derivanti dai tributi propri valutati ad aliquota standard spettanti ai Comuni ed alle Province (ad esclusione dei tributi propri comunali e provinciali applicati per la realizzazione di scopi specifici).

Ripartizione: il riparto tra gli enti delle risorse del Fondo perequativo è effettuato in base ad un indicatore di fabbisogno finanziario calcolato come la differenza tra il valore standardizzato della spesa corrente (esclusa la spesa per interessi) ed il valore dei tributi applicando l’aliquota standard e delle entrate proprie di applicazione generale, e un indicatore di fabbisogno di infrastrutture, per il finanziamento della spesa in conto capitale [11]. Ai fini della perequazione per gli enti locali con minore popolazione, va tenuto conto inoltre di alcune specificità (quali il fattore della dimensione demografica stessa e la loro eventuale partecipazione a forme associative).

Spese riconducibili alle altre funzioni, non fondamentali

Per tali spese non è garantito il finanziamento integrale del fabbisogno.

— Criteri di valutazione

Regime transitorio: fino all'entrata in vigore delle norme che provvederanno all'individuazione delle funzioni fondamentali, il finanziamento del fabbisogno degli enti locali verrà effettuato considerando il 20% delle spese come non fondamentali.

— Finanziamento

Il finanziamento di tali spese è assicurato da:

  1. tributi propri;
  2. compartecipazione al gettito di tributi. Il gettito delle compartecipazioni erariali e regionali è senza vincolo di destinazione;
  3. quote del Fondo perequativo.

Regime transitorio: Lo Stato e le Regioni provvedono al finanziamento delle ulteriori funzioni amministrative nelle materie di competenza legislativa dello Stato o delle Regioni, e agli oneri derivanti dall'eventuale ridefinizione dei contenuti delle funzioni da loro svolte alla data di entrata in vigore dei decreti attuativi, determinando contestualmente adeguata copertura finanziaria.
I decreti attuativi dovranno fornire adeguata garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate, derivanti dall'autonomia finanziaria (comprese le compartecipazioni a tributi erariali) e dai trasferimenti perequativi sia, per il complesso dei Comuni e delle Province, corrispondente al valore dei trasferimenti che vengono soppressi.

A regime: soppressione dei trasferimenti statali e regionali diretti al finanziamento degli enti locali, ad esclusione degli stanziamenti destinati alla costituzione dei Fondi perequativi e quelli ancora in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dagli enti locali.

— Perequazione

Ripartizione: la perequazione è data sul parametro della capacità fiscale e non su quello della spesa, contribuendo alla riduzione ma non all'annullamento delle differenze di capacità fiscale esistenti tra gli enti locali. Ai fini della perequazione per gli enti locali con minore popolazione, va tenuto conto inoltre di alcune specificità (quali il fattore della dimensione demografica stessa e la loro eventuale partecipazione a forme associative).

Spese speciali

— Finanziamento

Tali spese sono finanziate con contributi nazionali speciali, finanziamenti dall'Unione Europea e cofinanziamenti nazionali, secondo il metodo della programmazione pluriennale. I finanziamenti dell’Unione Europea non possono essere sostitutivi dei contributi speciali dello Stato.

Assetto delle Città metropolitane e di Roma Capitale (artt. 15, 21, 23)

Città metropolitane nelle Regioni a statuto ordinario [12]

— Regime transitorio:

Durata: il regime transitorio ha effetti fino alla data a partire dalla quale entrerà in vigore la disciplina ordinaria relativa alle funzioni fondamentali, agli organi ed al sistema elettorale delle Città metropolitane [13].

Disciplina: nel regime transitorio si provvederà alla definizione:

  • dei contenuti e dei soggetti [14] cui spetta la proposta di istituzione della Città metropolitana
  • delle modalità di indizione di un referendum tra tutti i cittadini della Provincia sulla proposta di istituzione. Per il referendum è previsto un quorum del 30% degli aventi diritto nel solo caso la Regione esprima un parere negativo sull'istituzione della città metropolitana
  • - dei principi e dei criteri direttivi contenuti in uno o più decreti legislativi – trasmessi al Consiglio di Stato, alla Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari - che, nell'arco di 4 anni, il Governo è delegato ad adottare ai fini dell’istituzione di ciascuna Città metropolitana

— A regime:

Funzioni: le Città metropolitane che vengono istituite assumono le funzioni delle Province le quali vengono successivamente soppresse. A tali funzioni si aggiungono:

  • la pianificazione territoriale e delle reti infrastrutturali;
  • la strutturazione dei sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici;
  • la promozione e il coordinamento dello sviluppo economico e sociale.

Finanza pubblica: alle Città metropolitane si applicano gli stessi principi e i criteri direttivi che riguardano il finanziamento delle funzioni di Comuni e Province. Nel rispetto di tali principi e criteri, le Città metropolitane saranno dotate, con uno specifico decreto legislativo, di una particolare autonomia impositiva volta a finanziare le funzioni che derivano da altri enti territoriali e per le quali contestualmente si attua un definanziamento. Tale autonomia impositiva si configura più ampia di quella degli altri enti locali, anche attraverso la previsione di specifici tributi, in modo da garantire una corrispondente autonomia di spesa in ragione della complessità delle funzioni assunte dalle Città metropolitane.

Patrimonio: alle Città metropolitane è attribuito un proprio patrimonio.

Città metropolitane nelle Regioni a Statuto speciale [15]

— Regime transitorio:

Disciplina: a queste aree non si applica il regime transitorio previsto nella undefinedlegge 42/2009 per le Città metropolitane nelle Regioni a statuto ordinario.

Roma capitale

— Regime transitorio:

Durata: l’ordinamento transitorio rimarrà in vigore fino all’attuazione della disciplina delle Città metropolitane, in attesa dell’istituzione della Città metropolitana di Roma Capitale [16].

Disciplina: con uno o più decreti attuativi saranno disciplinati:

  • i profili finanziari e patrimoniali;
  • - i raccordi istituzionali e le modalità di coordinamento e di collaborazione tra il nuovo ente e lo Stato, la Regione Lazio e la Provincia di Roma;
  • - lo status dei membri dell’Assemblea capitolina (denominazione assunta dal consiglio comunale).

— A regime:

Configurazione: il nuovo ente territoriale costituito in sostituzione del Comune di Roma è dotato di una speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria ad esso attribuita in ragione delle peculiari funzioni della Capitale dello Stato, sede degli organi costituzionali e delle rappresentanze diplomatiche di Stati esteri.

Ulteriori funzioni amministrative di Roma Capitale (in aggiunta a quelle spettanti al Comune di Roma):

  • valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali (previo accordo con il Ministero competente);
  • sviluppo economico e sociale;
  • sviluppo urbano e pianificazione territoriale;
  • edilizia pubblica e privata;
  • servizi urbani;
  • protezione civile (in collaborazione con la Presidenza del Consiglio e con la Regione Lazio);
  • ulteriori funzioni conferite dallo Stato e dalla Regione Lazio.

Tali funzioni amministrative sono esercitate mediante regolamenti dell’Assemblea capitolina (denominazione assunta dal consiglio comunale).

Patrimonio: a Roma Capitale è attribuito un patrimonio commisurato alle sue funzioni e competenze. Inoltre sono trasferiti a titolo gratuito a Roma Capitale i beni appartenenti al patrimonio dello Stato non funzionali alle esigenze dell’Amministrazione centrale.

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