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Devoluzione ai Comuni della fiscalità immobiliare per gli immobili ubicati nel loro territorio

La riforma della fiscalità municipale disciplina la devoluzione ai Comuni del gettito totale o parziale derivante da alcuni specifici tributi statali sugli immobili (l’imposta di registro e di bollo sui trasferimenti, le imposte ipotecarie e catastali, l’IRPEF sui redditi fondiari (escluso il reddito agrario), l’imposta di registro e di bollo sulle locazioni di immobili, i tributi speciali catastali, le tasse ipotecarie, la nuova cedolare secca sugli affitti), in sostituzione dei trasferimenti erariali statali permanenti e generali.

Durante la fase transitoria, tali fiscalità alimentano il Fondo sperimentale di riequilibrio[4] (FSR) di durata triennale e che comunque viene meno con l’attivazione del Fondo perequativo. Per il 2011 e il 2012, l’elemento che garantisce la neutralità finanziaria ai fini del rispetto dei saldi di finanza pubblica (a fronte della riduzione dei trasferimenti erariali) è dato dalla fissazione della quota della cedolare secca sulle locazioni da devolvere ai Comuni. In questo periodo transitorio è previsto il coinvolgimento della Conferenza Stato - città ed autonomie locali, in accordo con il Governo, per la determinazione dei criteri di alimentazione e riparto del Fondo. Tuttavia in caso di mancato accordo nei tempi previsti dalla riforma, il decreto relativo al primo periodo è comunque emanato. Per quanto riguarda l’alimentazione del Fondo, non si tiene conto delle variazioni del gettito prodotte dall'esercizio dell’autonomia tributaria, mentre la ripartizione, definita anno per anno, adotta tra l’altro il criterio dei fabbisogni standard ossia a costi di efficienza dei servizi, in sostituzione del criterio della spesa storica.

Un regime privilegiato differenziato, forfetizzato e semplificato è previsto per i Comuni che esercitano in forma associata le funzioni fondamentali (ossia i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti) e per le isole mono-Comune ai quali è assicurata una quota non inferiore al 20% del Fondo sperimentale.

Nel periodo a regime il Fondo sperimentale di riequilibrio è sostituito dal Fondo perequativo, articolato in due componenti in relazione alle funzioni fondamentali e non, dei Comuni. Anche in questa fase la Conferenza Stato - città e autonomie locali svolge un ruolo rilevante per la determinazione dei criteri di alimentazione e riparto del fondo, d’intesa con il Governo. Per quanto riguarda l’alimentazione del Fondo ordinario, la riforma prevede tra l’altro la possibilità dal 2014 di aumentare la quota del gettito della cedolare secca sugli affitti (anche fino al 100%) a fronte di una riduzione della quota dell’imposta di registro sui trasferimenti immobiliari e/o di una riduzione della compartecipazione all’IVA. Relativamente alla ripartizione del Fondo perequativo, viene confermato il criterio dei fabbisogni standard.

Regime transitorio (2011-2013, se non altrimenti esplicitato) previsto prima della legge di stabilità 2013

Riferimento normativo

Art 2 (comma 1, 2, 3, 7, 8, 9), Art. 7 (comma 2, 3), art. 13 del d. lgs. 23/201, Decreto del Ministero dell’Interno 21 giugno 2011 e Art. 13 (comma 18, 19) del d. l. 201/2011.

Riferimento

Il territorio su cui è ubicato l’immobile.

Novità per i Comuni

Devoluzione ai Comuni:

  • del 30% dell’imposta di registro e imposta di bollo applicata negli atti di trasferimento di proprietà e di altri diritti reali su immobili (lettera a);
  • del gettito dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo su locazioni relativi ad immobili (lettera d);
  • del 30% dei tributi speciali catastali (lettera e);
  • del 30% delle tasse ipotecarie (lettera f);
  • del 21,7% per il 2011 e del 21,6% a decorrere dal 2012 della quota del gettito della cedolare secca sugli affitti (lettera g, Appendice A). In seguito ad ulteriori riduzioni dei trasferimenti erariali, la quota della cedolare secca sugli affitti può essere aumentata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con la Conferenza Stato - città e autonomie locali.


Per il 2011 e il 2012 la quota della cedolare secca può essere rideterminata sulla base dei dati definitivi, tenendo conto del monitoraggio effettuato dalla Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo ovvero, ove istituita dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, al fine di compensare le minori entrate derivanti dalla soppressione dei trasferimenti erariali e per garantire il rispetto dei saldi di finanza pubblica. Le aliquote e le quote di attribuzione possono essere modificate con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con la Conferenza Stato - città ed autonomie locali, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica.

Meccanismo attuativo

Il gettito confluisce in un apposito Fondo sperimentale di riequilibrio (FSR), di durata triennale e che comunque viene meno con l’attivazione del Fondo perequativo.
In base alle disposizioni del d. l. 201/2011 anche la compartecipazione IVA confluisce nel Fondo sperimentale di riequilibrio durante il periodo sperimentale dell’IMU (2012-2014).

Modalità attuative di alimentazione e riparto del Fondo

Per il 2011, il Fondo sperimentale di riequilibrio (alimentato con il gettito derivante dai seguenti tributi: imposta di registro e di bollo sui trasferimenti, imposte ipotecarie e catastali, IRPEF sui redditi fondiari (escluso il reddito agrario), imposta di registro e di bollo sulle locazioni di immobili, tributi speciali catastali, tasse ipotecarie, cedolare secca sugli affitti) viene determinato, per l’anno 2011 nell’importo complessivo di euro 8.375.914.591,29.
Per il 2012 e il 2013, lo schema del decreto attuativo del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze è trasmesso entro il 15 ottobre alla Conferenza Stato - città ed autonomie locali che entro il 30 novembre dell’anno precedente deve giungere ad un accordo.
Nel caso di mancato accordo con la Conferenza Stato - città ed autonomie locali il decreto del primo periodo è comunque emanato.

Criteri di riparto del Fondo

Le quote di riparto del Fondo sperimentale (finché in essere) sono stabilite anno per anno. I criteri di riparto non sono comunque modificati in seguito a variazioni annuali del gettito prodotte dall'esercizio dell’autonomia tributaria.
Per i Comuni che esercitano in forma associata le funzioni fondamentali e per le isole mono-Comune, le modalità di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio (finché in essere) sono differenziate, forfetizzate e semplificate ed è comunque assicurata loro una quota non inferiore al 20% della dotazione del Fondo sperimentale.
Il riparto è determinato in base ai fabbisogni standard [5] collegati alle spese fondamentali.
Fino alla costituzione del Fondo perequativo, il riparto relativo ai fabbisogni standard si riferisce all’80% della dotazione del Fondo sperimentale di riequilibrio (ossia al netto del 20% assegnato ai Comuni con meno di 5.000 abitanti e alle isole mono-Comune).

Regime ordinario (dal 2014, se non altrimenti esplicitato) previsto prima della legge di stabilità 2013

Riferimento normativo

Art 2 (comma 1, 2, 3, 7, 8, 9), Art. 7 (comma 2, 3), art. 13 del d. lgs. 23/201, Decreto del Ministero dell’Interno 21 giugno 2011 e Art. 13 (comma 18, 19) del d. l. 201/2011

Riferimento

Il territorio su cui è ubicato l’immobile

Novità per i Comuni

Devoluzione ai Comuni:

  • del 30% dell’imposta di registro e imposta di bollo applicata negli atti di trasferimento di proprietà e di altri diritti reali su immobili (lettera a). La quota dell’imposta di registro sui trasferimenti immobiliare (Appendice B) può essere ridotta a fronte di un contestuale e equivalente aumento della quota del gettito della cedolare secca sugli affitti;
  • del 30% dell’imposte ipotecaria e catastale (lettera b) ad eccezione di quelle relative ad atti soggetti ad IVA;
  • del gettito IRPEF relativo ai redditi fondiari, escluso il reddito agrario (lettera c);
  • del gettito dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo su locazioni relativi ad immobili (lettera d);
  • del 30% dei tributi speciali catastali (lettera e);
  • del 30% delle tasse ipotecarie (lettera f);
  • del 21,7% per il 2011 e del 21,6% a decorrere dal 2012 della quota del gettito della cedolare secca sugli affitti (lettera g, Appendice A). In seguito ad ulteriori riduzioni dei trasferimenti erariali, la quota della cedolare secca sugli affitti può essere aumentata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con la Conferenza Stato - città e autonomie locali. La quota della cedolare secca sugli affitti può essere aumentata (sino al 100%) con la contestuale ed equivalente riduzione di altri trasferimenti erariali, della quota di compartecipazione sull'imposta di registro sui trasferimenti immobiliari, e della quota di compartecipazione all'IVA.

Le aliquote e le quote di attribuzione possono essere modificate con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con la Conferenza Stato - città ed autonomie locali, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica.

Meccanismo attuativo

Con l’attivazione del Fondo perequativo, il gettito confluisce nel bilancio dello Stato, nel Fondo stesso previsto all'art. 13 della l. 42/2009.

Struttura del Fondo

Nel Fondo perequativo sono indicati separatamente gli stanziamenti per i Comuni e gli stanziamenti per le Province.
Il Fondo perequativo a favore dei Comuni è articolato in due componenti le cui quote sono riviste in funzione della loro dinamica:

  • per le funzioni fondamentali [6] dei Comuni (determinata in base ai fabbisogni standard);
  • per le funzioni non fondamentali dei Comuni.

Modalità attuative di alimentazione e riparto del Fondo

Previa intesa sancita in sede di Conferenza Stato - città e autonomie locali, con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro per i rapporti con le regioni e per la coesione territoriale e del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono definite le modalità di alimentazione e di riparto del Fondo perequativo, salvaguardando la neutralità finanziaria per il bilancio dello Stato.

Criteri di riparto del Fondo

Il riparto è determinato in base ai fabbisogni standard [7] collegati alle spese fondamentali.

Meccanismo attuativo della devoluzione delle fiscalità immobiliari previsto prima della legge di stabilità 2013.

  • Meccanismo attuativo della devoluzione delle fiscalità immobiliari previsto prima della legge di stabilità 2013
    Nota: * In caso di mancato accordo, il decreto è comunque emanato

In base alla l. 228/2012 viene sospesa per gli anni 2013 e 2014 la devoluzione di gettito di imposte erariali immobiliari in favore dei Comuni, mentre la l. 147/2013 decreta la soppressione dei commi attinenti tale devoluzione (da 1 a 5 e da 7 a 9 dell’art. 2 del d.lgs. 23/2011).

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