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Norme conclusive

Le norme conclusive del decreto sul federalismo demaniale disciplinano il regime fiscale a cui sono sottoposte le operazioni di trasferimento dei beni, l’esenzione dei vincoli del Patto di stabilità per le spese già sostenute di gestione e manutenzione dei beni, la rimodulazione delle risorse per gli enti territoriali beneficiari dei beni dello Stato trasferiti a titolo non oneroso e il conseguente riordino delle funzioni. E’ comunque assicurata la salvaguardia finanziaria per l’attuazione del federalismo demaniale.

a. Regime fiscale delle operazioni di attribuzione dei beni trasferibili

Le operazioni di attribuzione a titolo non oneroso, ope legis e a richiesta, dei beni statali come disciplinate dal undefineddecreto 85/2010 fruiscono di una totale esenzione da ogni diritto e tributo, escludendole pertanto da ogni forma impositiva.

Riferimento normativo

Art. 9 (comma 1)

Regime fiscale

Tutti gli atti, formalità e altri adempimenti necessari per l’attuazione del undefineddecreto 85/2010 sono esenti da ogni diritto e tributo.

b. Esenzione dei vincoli del Patto di stabilità per le spese già sostenute di gestione e manutenzione dei beni

I vincoli definiti dal Patto di stabilità interno non si applicano alle spese sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti.

Riferimento normativo

Art. 9 (comma 3)

Esenzioni dei vincoli di spesa per le spese già sostenute per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti

Alle procedure di spesa relative ai beni trasferiti ai sensi del undefineddecreto 85/2010, non si applicano i vincoli relativi al rispetto del patto di stabilità interno, per un importo corrispondente alle spese già sostenute dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti. Tale importo è determinato secondo i criteri e con le modalità individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia, da adottarsi entro il 25 agosto 2010.
Il Ministro dell’economia è autorizzato ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio per la riduzione degli stanziamenti dei capitoli di spesa interessati.

c. Rimodulazione delle risorse per gli enti beneficiari dei beni trasferiti

Il meccanismo di rimodulazione delle risorse per gli enti beneficiari dei beni trasferiti prevede che in seguito all'attribuzione non onerosa dei beni statali, le risorse spettanti alle Regioni e agli enti locali siano contestualmente ridotte in misura equivalente alle minori entrate erariali conseguenti il trasferimento.

  • Meccanismo di rimodulazione delle risorse tra gli enti beneficiari e lo Stato

Riferimento normativo

Art. 9 (comma 2)

Rimodulazione delle risorse spettanti agli enti locali beneficiari

Le risorse a qualsiasi titolo spettanti alle Regioni e agli enti locali sono ridotte contestualmente e in misura pari alla riduzione delle entrate erariali conseguente alla adozione dei decreti di attribuzione dei beni trasferibili.
Le modalità di tale riduzione sono disciplinate con uno o più decreti del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’economia, sentiti il Ministro dell’interno, il Ministro per la semplificazione normativa, il Ministro per le riforme per il federalismo e il Ministro per i rapporti con le Regioni, previa intesa in sede di Conferenza unificata, a decorrere dal primo esercizio finanziario successivo alla data del trasferimento.

d. Riordino delle funzioni e salvaguardia finanziaria nel processo di attuazione del federalismo demaniale

In seguito al trasferimento non oneroso dei beni statali, al fine di evitare la duplicazione di funzioni, è necessario un riordino delle funzioni e della dotazione delle risorse umane e finanziarie. Tale processo di attribuzione deve comunque avvenire nel pieno rispetto della salvaguardia finanziaria come previsto dallaundefinedlegge delega sul federalismo fiscale 42/2009.

Riferimento normativo

Art. 9 (comma 4, 6)

Riordino delle funzioni e adeguata dotazione delle risorse umane e finanziarie

Il riordino e la riallocazione delle funzioni e la dotazione delle risorse umane e finanziarie conseguenti ai trasferimenti dei beni immobili previsti dal undefineddecreto 85/2010 tale che vi sia un trasferimento del personale che corrisponda al trasferimento delle funzioni, evitando ogni duplicazione di funzioni, sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro dell’economia.

Salvaguardia finanziaria per l’attuazione del federalismo fiscale

L’attuazione del decreto deve essere compatibile con gli impegni finanziari derivanti dal Patto di stabilità e crescita. In particolare in seguito al trasferimento dei beni agli enti locali disciplinata dal undefineddecreto 85/2010 deve essere garantito il rispetto del limite massimo della pressione fiscale, non deve comportare aumenti nella pressione fiscale complessiva, anche nel corso della fase transitoria di passaggio dalla “spesa storica” al “costo e fabbisogno standard”, e da ciascun decreto attuativo non devono derivare nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

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