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Valutazione alla luce degli obiettivi del federalismo fiscale

Ai fini dell’attuazione del federalismo fiscale, il decreto è assai rilevante innanzitutto per la definizione delle funzioni fondamentali degli enti locali. L’articolo 119, quarto comma della Costituzione, stabilisce, infatti, che le risorse degli enti locali (e delle Regioni) – ossia tributi ed entrate proprie, compartecipazioni al gettito erariale e fondo perequativo – devono consentire il finanziamento integrale delle “funzioni pubbliche loro attribuite”. L’individuazione di tali funzioni appare, pertanto, un passaggio necessario per la valutazione dell’entità delle risorse finanziarie da attribuire alle autonomie locali.

In particolare, la legge n. 42/2009 prevede l’integrale finanziamento delle spese riconducibili alle funzioni fondamentali, mediante tributi propri, compartecipazioni, addizionali ai tributi erariali e regionali e fondo perequativo, che andranno a sostituire integralmente i trasferimenti statali. La legge n. 42 del 2009, nell’indicare i princìpi e i criteri direttivi della delega relativa al finanziamento delle funzioni di Comuni, Province e Città metropolitane (art. 11, comma 1, lett. a), prevede una classificazione delle spese degli enti locali ripartite in:

  • spese riconducibili alle funzioni fondamentali individuate dalla legislazione statale;
  • spese relative alle altre funzioni;
  • spese finanziate con contributi speciali.

In seconda istanza, il decreto risulta essenziale in termini di individuazione del fabbisogno standard.

La legge delega garantisce che il finanziamento integrale delle spese relative alle funzioni fondamentali e dei livelli essenziali delle prestazioni da esse eventualmente implicate avvenga in base al fabbisogno standard, modalità che consente di superare il vigente criterio di finanziamento basato sulla spesa storica (art. 11, comma 1, lett. b).

Si ricorda, infatti, che l’attuazione del nuovo sistema di finanziamento delle spese degli enti locali determinerà la soppressione dei trasferimenti statali e regionali attualmente diretti al finanziamento degli enti locali. Dalla soppressione sono esclusi soltanto gli stanziamenti destinati agli interventi speciali ex articolo 119, comma 5, della Costituzione, quelli destinati alla costituzione dei fondi perequativi; e quelli ancora in essere sulle rate di ammortamento dei mutui contratti dagli enti locali.

Ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 42/2009, nella fase transitoria i decreti legislativi attuativi della delega dovranno fornire adeguata garanzia che la somma del gettito delle nuove entrate, derivanti dall’autonomia finanziaria e dai trasferimenti perequativi, sia, per il complesso dei Comuni e delle Province, corrispondente al valore dei trasferimenti che vengono soppressi, così da garantire che nella fase di passaggio dal vecchio al nuovo sistema il comparto riceva, nel complesso, lo stesso ammontare di risorse di cui dispone nella situazione attuale. A parità di trasferimenti soppressi, l’entità del fondo perequativo dipende pertanto dalla quota di risorse proprie assegnate a ciascun comparto. La norma transitoria sottolinea l’esigenza di un riequilibrio delle risorse tra gli enti che risultano sottodotati, in termini di trasferimenti erariali, ovvero sovradotati.

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