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Modelli di stima dei costi e procedimenti di determinazione dei fabbisogni standard

Un passaggio essenziale consiste nell’effettuare l’analisi dei costi più significativi e sperimentare vari modelli di stima. Per la stima dei fabbisogni la Sose S.p.a., la cui attività ha carattere esclusivamente tecnico, dovrà tenere conto di una serie di variabili che consentano di valutare le diverse specificità locali. Oltre alla spesa storica sostenuta e ai costi pro capite di un determinato servizio (anche con riferimento a quelli esternalizzati o svolti in forma associata), si prevede che si tenga conto “della produttività e della diversità della spesa in relazione all’ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento al livello di infrastrutturazione del territorio, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 21 e 22 della undefinedlegge 5 maggio 2009, n. 42 alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei predetti diversi enti, al personale impiegato, all’efficienza, all’efficacia e alla qualità dei servizi erogati nonché al grado di soddisfazione degli utenti” (art. 5, comma 1, lett. a).

Pervenire a questo risultato richiede una serie di step piuttosto articolati, lungo una procedura bottom up che tende, cioè, a ricostruire, con rilevazioni dal basso, l’ammontare complessivo dei fabbisogni finanziari da coprire a livello aggregato. Si tratta di un sofisticato processo metodologico, già in uso da decenni per la determinazione degli studi di settore. Ai fini della determinazione dei fabbisogni standard, la Sose s.p.a. può predisporre appositi questionari per raccogliere i dati contabili e strutturali dai Comuni e dalle Province, che avranno 60 giorni di tempo per fornire via telematica i questionari compilati con i dati richiesti e sottoscritti dal legale rappresentante e dal responsabile economico finanziario. La mancata restituzione, nel termine predetto, del questionario interamente compilato è sanzionato con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo di invio dei questionari, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati al Comune o alla Provincia e la pubblicazione sul sito del Ministero dell’interno dell’ente inadempiente. Anche il certificato di conto consuntivo di cui all’articolo 161 del undefineddecreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, contiene i dati necessari per il calcolo del fabbisogno standard (art. 5, comma 1, lett. c).

Per le sue attività, la Sose si avvale della collaborazione scientifica dell’Istituto per la finanza e l’economia locale, in base all’accordo siglato il 15 luglio 2010, in sede di Conferenza Stato – Città ed autonomie locali, tra l’Associazione nazionale dei Comuni italiani-ANCI, l’Unione delle Province d’Italia-UPI e il Ministero dell’economia e delle finanze. Tale istituto fornisce studi ed analisi in materia di contabilità e finanza locale, collabora nella fase di predisposizione e somministrazione dei questionari, concorre allo sviluppo della metodologia di calcolo dei fabbisogni standard e ne valuta l’adeguatezza. Partecipa inoltre all’analisi dei risultati e al monitoraggio del processo di attuazione dei suddetti fabbisogni, proponendo correzioni e modifiche alla procedura di attuazione dei fabbisogni standard, nonché agli indicatori fissati per i singoli enti. IFEL fornisce assistenza tecnica e formativa agli enti locali interessati (art. 5, comma 1, lett. d). La Sose s.p.a. può altresì avvalersi della collaborazione dell’ISTAT, per la realizzazione dei compiti concernenti la predisposizione delle metodologie la determinazione dei valori dei fabbisogni standard, il monitoraggio e la predisposizione dei questionari. La Sose s.p.a. provvede al monitoraggio della fase applicativa e all’aggiornamento delle elaborazioni relative alla determinazione dei fabbisogni standard (art. 5, comma 1, lett. b). Il monitoraggio della fase applicativa e l’aggiornamento delle elaborazioni è seguito anche dalla Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale, ovvero, dopo la sua istituzione, dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica (art. 5, comma 1, lett. e).

Le metodologie predisposte per l’individuazione dei fabbisogni standard, sono sottoposte all’approvazione della Commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale, ovvero della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, dopo la sua istituzione. In assenza di osservazioni, le metodologie si intendono approvate decorsi 15 giorni dal loro ricevimento.

I risultati predisposti con le metodologie approvate dalla Commissione tecnica paritetica sono trasmessi dalla Sose s.p.a. ai Dipartimenti delle finanze e, successivamente, della Ragioneria generale dello Stato, nonché alla stessa Commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale, ovvero, alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, dopo la sua istituzione (art. 5, comma 1, lett. e).

I dati così raccolti ed elaborati confluiscono nella banca dati delle amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 13 della legge n. 196/2009, istituita presso il Ministero dell’economia e delle finanze, contenente i dati concernenti i bilanci di previsione, le relative variazioni, i conti consuntivi, quelli relativi alle operazioni gestionali delle P.A., nonché in quella di cui all’art. 5, lett. g),legge n. 42/2009, comprendente indicatori di costo, di copertura e di qualità dei servizi, utilizzati per definire i costi e i fabbisogni standard e gli obiettivi di servizio, nonché per valutare il grado di raggiungimento degli obiettivi di servizio (art. 5, comma 1, lett. f).

L’articolo 6 descrive il regime di pubblicazione dei fabbisogni standard. La nota metodologica relativa alla procedura di calcolo dei fabbisogni standard e il fabbisogno standard di ciascun Comune e Provincia sono adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa verifica da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze.

Successivamente, sullo schema di decreto, è sentita la Conferenza Stato-Città e autonomie locali.

Decorsi 15 giorni, lo schema è comunque trasmesso alle Camere ai fini dell’espressione del parere da parte della Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale e da parte delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario.

Lo schema di decreto è corredato da una relazione tecnica redatta ai sensi dell’articolo 17, comma 3, legge n. 196/2009, che ne evidenzia gli effetti finanziari.

Decorsi ulteriori 15 giorni dalla trasmissione alle Camere da parte del Governo, lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri e verifica invarianza finanziaria da parte della Ragioneria dello Stato, può essere comunque adottato, e viene poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Il Governo, ove non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette alle Camere una relazione con cui indica le ragioni per le quali non si è conformato ai citati pareri.

Ciascuno dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri recante determinazione dei fabbisogni standard per Comuni e Province indica in allegato gli elementi considerati ai fini di tale determinazione (art. 6, comma 1).

L’articolo 7 dispone, al comma 1, al fine di garantire continuità ed efficacia al processo di efficientamento dei servizi locali, che i fabbisogni standard vengano sottoposti a monitoraggio e rideterminati – con le modalità previste dal decreto in esame – non oltre il terzo anno successivo alla loro adozione.

Il comma 2 dispone che le relative determinazioni siano trasmesse alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica – dal momento della sua istituzione – di cui all’articolo 5 della legge 5 maggio 2009, n. 42, che si avvale della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale.

Si prevede inoltre, all’articolo 8, che gli enti locali virtuosi possano trarre beneficio dalla propria efficienza, stabilendosi che, fermo restando il rispetto degli obiettivi di servizio e di erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni, la differenza positiva, eventualmente realizzata in ciascun anno finanziario, fra il fabbisogno standard e la spesa effettiva dell’ente locale sia acquisita dal bilancio dell’ente medesimo. Nel caso di esercizio delle funzioni in forma associata la differenza positiva è ripartita fra i singoli enti partecipanti.

Riferimento normativo

Artt. 5, 6 e 7 d.lgs. 26 novembre 2010, n. 216

Oggetto

Procedimento di determinazione dei fabbisogni standard(art. 5). Pubblicazione dei fabbisogni standard (art. 6).Revisione a regime (art. 7).

Criteri per la determinazione dei fabbisogni standard (art. 5, comma 1, lett. a)

Oltre alla spesa storica sostenuta e ai costi pro capite di un determinato servizio si prevede che si tenga conto “della produttività e della diversità della spesa in relazione all'ampiezza demografica, alle caratteristiche territoriali, con particolare riferimento al livello di infrastrutturazione del territorio ai sensi di quanto previsto dagli articoli 21 e 22 della legge 5 maggio 2009, n. 42, alla presenza di zone montane, alle caratteristiche demografiche, sociali e produttive dei predetti diversi enti, al personale impiegato, all'efficienza, all'efficacia e alla qualità dei servizi erogati nonché al grado di soddisfazione degli utenti” (art. 5, comma 1, lett. a). Ai fini della determinazione dei fabbisogni standard, la Sose s.p.a. può predisporre appositi questionari per raccogliere i dati strutturali e di bilancio dei Comuni e delle Province, che avranno 60 giorni di tempo per fornire in via telematica i questionari compilati con i dati richiesti e sottoscritti dal legale rappresentante e dal responsabile economico finanziario.

Step operativi annui

Per i Comuni: 3 moduli annui relativi all’analisi conoscitiva di 2 dei 6 settori fondamentali, in cui si articola l’attività istituzionale dei Comuni:
1) polizia locale e funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, il primo anno;
2) funzioni di istruzione pubblica e viabilità e trasporti, il secondo anno;
3) territorio e ambiente e settore sociale, il terzo anno.

Per le Province: 3 moduli annui relativi a 2 dei 6 settori fondamentali, in cui si articola l’attività istituzionale delle Province:
1) mercato del lavoro e funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, per il primo anno;
2) funzioni di istruzione pubblica e trasporti, per il secondo;
3) gestione del territorio e tutela ambientale, per il terzo anno.

Iter di approvazione (art. 5, comma 1, lett. e)

Le metodologie predisposte per l’individuazione dei fabbisogni standard, sono sottoposte all’approvazione della Commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale, ovvero della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, dopo la sua istituzione. In assenza di osservazioni, le metodologie si intendono approvate decorsi 15 giorni dal loro ricevimento.
I risultati predisposti con le metodologie approvate dalla Commissione tecnica paritetica sono trasmessi dalla Sose s.p.a. ai Dipartimenti delle finanze e, successivamente, della Ragioneria generale dello Stato, nonché alla stessa Commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale, ovvero, alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, dopo la sua istituzione.

Pubblicazione dei fabbisogni standard (art. 6, comma 1 e art. 5, comma 1, lett. f)

La nota metodologica relativa alla procedura di calcolo dei fabbisogni standard e il fabbisogno standard di ciascun Comune e Provincia sono adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa verifica da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze.
Successivamente, sui risultati dell’individuazione dei fabbisognistandard è sentita la Conferenza Stato-Città e autonomie locali.
Decorsi 15 giorni, lo schema è comunque trasmesso alle Camere ai fini dell’espressione del parere da parte della Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale e da parte delle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario.
Decorsi ulteriori 15 giorni dalla trasmissione alle Camere da parte del Governo, lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri e verifica invarianza finanziaria da parte della Ragioneria dello Stato, può essere comunque adottato, e successivamente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (art. 6, comma 1).
Ciascun Comune e Provincia dà adeguata pubblicità sul proprio sito istituzionale del decreto di cui all’articolo 6, comma 1, nonché attraverso le ulteriori forme di comunicazione del proprio bilancio (art. 6, comma 3).
Infine, i dati così raccolti ed elaborati confluiscono nella banca dati delle amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 13 della legge n. 196/2009, istituita presso il Ministero dell’economia e delle finanze, contenente i dati concernenti i bilanci di previsione, le relative variazioni, i conti consuntivi, quelli relativi alle operazioni gestionali delle P.A., nonché in quella di cui all’articolo 5, lettera g) della legge delega n. 42/2009, comprendente indicatori di costo, di copertura e di qualità dei servizi, utilizzati per definire i costi, i fabbisogni standard e gli obiettivi di servizio, nonché per valutare il grado di raggiungimento di questi ultimi (art. 5, comma 1, lett. f).

Monitoraggio e revisione dei fabbisogni standard (art. 5, comma 1, lett. b) ed e), art. 7, comma 1)

La Sose S.p.a. provvede al monitoraggio della fase applicativa e all'aggiornamento delle elaborazioni relative alla determinazione dei fabbisogni standard (art. 5, comma 1, lett. b). Il monitoraggio della fase applicativa e l’aggiornamento delle elaborazioni è seguito anche dalla Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale,ovvero, dopo la sua istituzione, dalla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica (art. 5, comma 1, lett. e).
L’articolo 7, comma 1, stabilisce che i fabbisogni standard vengano sottoposti a monitoraggio e rideterminati, con le modalità previste dal decreto in esame, non oltre il terzo anno successivo alla loro adozione. Il comma 2 dispone che le relative determinazioni siano trasmesse alla Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica di cui all'articolo 5 della legge 5 maggio 2009, n. 42, la quale si avvale della Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale.

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