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La stima dei costi e dei fabbisogni standard: metodologie di determinazione

Il undefinedd.lgs. 216/10 traccia il percorso per individuare le nuove metodologie estimative della quantità e della qualità della spesa pubblica comunale e provinciale, limitatamente alle funzioni fondamentali e ai Livelli essenziali delle prestazioni (Lep).

La metodologia per la determinazione dei fabbisogni costituisce un’operazione tecnicamente complessa, per la cui effettuazione l’articolo 4, comma 1 del undefinedd.lgs. 216/10 definisce una serie di elementi da utilizzare, in particolare la metodologia delineata è la seguente:

  • l’identificazione delle informazioni e dei dati di natura strutturale e contabile necessari, acquisiti sia da banche dati ufficiali esistenti, sia attraverso la partecipazione diretta degli enti interessati al procedimento, mediante la compilazione di appositi questionari da inviare ai Comuni e alle Province, anche al fine di una riclassificazione o integrazione delle informazioni dei certificati contabili;
  • l’individuazione dei modelli organizzativi e dei livelli quantitativi delle prestazioni, determinati sulla base di un sistema di indicatori in relazione a ciascuna funzione fondamentale e ai relativi servizi;
  • l’analisi dei costi, finalizzata all'individuazione di quelli più significativi e alla determinazione degli intervalli di normalità;
  • l’enucleazione di un modello di stima dei fabbisogni standard sulla base di criteri di rappresentatività, attraverso la sperimentazione di diverse tecniche statistiche;
  • la definizione di un sistema di indicatori significativi per valutare l’adeguatezza dei servizi e consentire agli enti locali di migliorarli.

In merito alla determinazione dei costi e dei fabbisogni standard, il  undefinedd.lgs. 216/10 introduce un meccanismo di calcolo basato sulla stima di una funzione di costo totale “allargata”, che incorpora cioè elementi di tecnologia ma anche di domanda, con riferimento a ciascuna funzione fondamentale, ad un singolo servizio o ad aggregati di servizi pubblici. Tecnicamente è la forma ridotta di un modello strutturale (domanda e offerta di servizi pubblici e condizione di equilibrio) che considera gli elementi che influenzano la domanda e i costi di produzione in un determinato territorio. Quindi si procede alla stima di una funzione di spesa che ha come variabili esplicative i fattori che incidono sulla produttività degli input impiegati, le tecniche di produzione utilizzate, i fattori di carico, le variabili ambientali e territoriali. Il valore stimato di questa funzione individua, per ciascun Comune, la spesa standardizzata, che, in quanto tale, può essere superiore o inferiore alla spesa effettivamente sostenuta.

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