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Principi contabili generali e applicati per le Regioni, le Province autonome e gli enti locali

Il Titolo I del undefinedd.lgs. 118/2011 stabilisce i criteri per le Regioni, gli enti locali e loro enti ed organismi strumentali (esclusi gli enti sanitari) volti ad assicurare l’unità economica della Repubblica.

Per garantire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sotto i profili finanziario ed economico-patrimoniale il legislatore prevede che il sistema di contabilità finanziaria adottato dalle Regioni, dagli enti locali, e da alcuni enti strumentali, sia affiancato da un sistema di contabilità economico-patrimoniale, mentre gli enti strumentali in regime di contabilità civilistica predispongano un budget economico e riclassifichino i propri dati contabili secondo regole uniformi a quelle degli enti in contabilità finanziaria. Inoltre, le aziende speciali, le istituzioni e gli altri organismi strumentali delle Regioni e degli enti locali sono tenuti ad adottare lo stesso sistema contabile dell’amministrazione di cui fanno parte.

I medesimi enti in contabilità finanziaria sono vincolati al rispetto di principi  contabili generali  previsti nell'Allegato 1 del decreto e dei principi applicati introdotti dalundefinedd.lgs. 126/2014, mentre gli enti strumentali in regime contabile economico-patrimoniale conformano la propria gestione ai principi contabili generali dell’Allegato 1 e ai principi del codice civile.

Il piano dei conti integrato costituisce uno strumento strategico per il consolidamento e il monitoraggio dei conti pubblici, e il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria con il Sistema europeo dei conti nazionali. La definizione del piano è stata novellata con l'entrata in vigore del undefinedd.lgs. 126/2014.

Il sistema di bilancio è volto a salvaguardare il processo di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione. In particolare, sono disciplinati i bilanci di previsione finanziari, annuale e pluriennale, i comuni schemi di bilancio e di bilancio consolidato, l’articolazione delle spese per missioni e programmi e delle entrate per titoli, i termini di approvazione dei bilanci. L’ottimale utilizzazione delle risorse è assicurata tra l’altro, dalla flessibilità degli stanziamenti di bilancio entro i limiti definiti dal provvedimento, che prevede in sede di gestione, la possibilità di variazioni compensative tra le dotazioni delle missioni e dei programmi, limitatamente al trasferimento del personale all’interno dell’amministrazione e, in sede di gestione o di predisposizione del progetto di bilancio di previsione, variazioni tra le dotazioni finanziarie rimodulabili nel programma o rimodulazioni tra programmi di missioni diverse.

Nel 2012 è stata avviata una fase di sperimentazione [2] per valutare l'effettiva rispondenza del nuovo assetto contabile definito dalle disposizioni sui principi contabili generali e applicati di cui al Titolo I delundefinedd.lgs. 118/2011 alle esigenze conoscitive della finanza pubblica ed eventualmente integrarlo con altre disposizioni più efficaci.

La durata della sperimentazione, originariamente prevista per un biennio è stata prolungata di un esercizio dal undefinedd.l. 102/2013 che, e ha inoltre esteso la possibilità di aderire alla sperimentazione anche agli enti ulteriori che ne facessero richiesta entro i termini. [3]

Le amministrazioni che nel 2014 sono state coinvolte nella sperimentazione tenendo conto della collocazione geografica e della dimensione demografica, sono le seguenti: 4 Regioni, 23 Province, 373 Comuni, 5 Unioni di Comuni [4].

Le amministrazioni coinvolte nella sperimentazione saranno individuate entro il 23 dicembre 2011 tenendo conto della collocazione geografica e della dimensione demografica.

Durante la sperimentazione le amministrazioni così individuate si atterranno alle disposizioni del Titolo I nella tenuta della contabilità, mentre il bilancio di previsione annuale e il bilancio di previsione pluriennale assumeranno un carattere autorizzatorio.

Giova infine precisare che il undefinedd.lgs. 118/2011 è stato corretto e integrato, anche sulla base delle criticità emerse durante la prima fase di sperimentazione, ad opera del sopra citato undefinedd.lgs. 126/2014, recante Disposizioni integrative e correttive del undefineddecreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.

Le disposizione del Titolo I del undefinedd.lgs. 118/2011 si applicano dall'esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all’esercizio 2015 e successivi.

  • Strumenti di tutela dell’unità economica per Regioni, enti locali e loro enti strumentali (esclusi gli enti sanitari)

Riferimento normativo

Art. 1-18 bis, art. 78, art. 80 (comma 1) del undefinedd.lgs. 118/2011 e art. 9 del undefinedd. l. 102/2013

Oggetto del provvedimento

Il provvedimento disciplina l'armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio.

Soggetti interessati

I soggetti interessati dalle disposizioni del Titolo I del decreto sono:

  • le Regioni [5];
  • gli enti locali (i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Comunità montane, le Comunità isolane, le unioni di Comuni, i consorzi di enti locali);
  • i loro enti e organismi strumentali [6], esclusi gli enti del settore sanitario coinvolti nella gestione della spesa sanitaria finanziata con le risorse destinate al servizio sanitario nazionale [7].

 

Sistemi contabili omogenei

Le Regioni e gli enti locali sono tenuti ad adottare la contabilità finanziaria cui affiancano, ai fini conoscitivi, un sistema di contabilità economico-patrimoniale, garantendo la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico-patrimoniale.
Gli enti strumentali che adottano la contabilità finanziaria, devono affiancare al sistema di contabilità finanziaria adottato, ai fini conoscitivi, un sistema di contabilità economico-patrimoniale, garantendo la rilevazione unitaria dei fatti gestionali sia sotto il profilo finanziario che sotto il profilo economico-patrimoniale.
Le aziende speciali, le istituzioni e gli altri organismi strumentali delle Regioni e degli enti locali sono tenuti ad adottare lo stesso sistema contabile dell’amministrazione di cui fanno parte.

Principi contabili, generali e applicati, uniformi

Le Regioni, gli enti locali e i loro enti e organismi strumentali in amministrazione finanziaria devono conformare la propria gestione:

  • ai principi contabili generali contenuti nell’Allegato 1 [8]
  • ai principi contabili applicati programmazione, della contabilità finanziaria, della contabilità economico-patrimoniale e , del bilancio consolidato. Tali principi assicurano il consolidamento e la trasparenza dei conti pubblici secondo le direttive dell’Unione europea e l’adozione di sistemi informativi omogenei e interoperabili.

Gli enti strumentali delle Regioni e degli enti locali in regime di contabilità civilistica, devono conformarsi:

  • ai principi contabili generali dell’Allegato 1;
  • ai principi del codice civile.

In materia di principi contabili, il undefinedd.lgs. 126/2014 innova il undefinedd.lgs. 118/2011, introducendo diversi commi riguardanti:

  • il riaccertamento annuale dei residui attivi e passivi per verificare le ragioni del loro mantenimento o la reimputazione all’esercizio nel quale sono esigibili;
  • l’istituzione del fondo pluriennale vincolato;
  • la possibilità di aggiornare i principi contabili applicati con decreto del capo del dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze;
  • il riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015, contestualmente all’approvazione del rendiconto 2014, per le Regioni, gli enti locali e i loro enti e organismi strumentali;
  • la facoltà, agli enti che non hanno partecipato alla sperimentazione nel 2014, di rinviare l’affiancamento della contabilità economico-patrimoniale i relativi principi applicati e l’adozione del piano dei conti applicato;
  • altre indicazioni sul riaccertamento straordinario dei residui.

Commissione per l’armonizzazione degli enti territoriali

Presso il Ministero dell’economia e delle finanze è istituita la Commissione per l’armonizzazione degli enti territoriali al fine di:

  • promuovere l’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti territoriali e dei loro organismi ed enti strumentali, esclusi gli enti coinvolti nella gestione della spesa sanitaria finanziata con le risorse destinate al Servizio sanitario nazionale;
  • aggiornare gli allegati al Titolo I del undefinedd.lgs. 118/2011

La Commissione agisce in raccordo con l’Osservatorio sulla finanza e la contabilità degli enti locali.

Piano dei conti integrato

Soggetti interessati: le Regioni, gli enti locali e gli enti strumentali in contabilità finanziaria adottano il piano dei conti integrato di cui all'allegato 6.
Finalità: le finalità di tale strumento sono:

  • il consolidamento ed il monitoraggio dei conti pubblici;
  • il miglioramento della raccordabilità dei conti delle amministrazioni pubbliche con il Sistema europeo dei conti nazionali nell’ambito delle rappresentazioni contabili.

Modalità di definizione: la specifica definizione del piano dei conti integrato (relativa al livello minimo di articolazione del piano comune e di ciascun comparto, e alla codifica della transazione elementare da iscrivere nel piano dei conti) è illustrata con l'allegato 6 (introdotto dal undefinedd.lgs. 126/2014).
Struttura: il Piano è costituito dall’elenco delle articolazioni delle unità del bilancio finanziario gestionale e dei conti economico patrimoniali, definito in modo da evidenziare, attraverso i principi contabili applicati, le modalità di raccordo, anche in una sequenza temporale, dei dati finanziari ed economico-patrimoniali, nonché consentire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali. L’elenco dei conti economico-patrimoniali comprende i conti necessari per le operazioni di integrazione, rettifica e ammortamento, effettuate secondo le modalità e i tempi necessari alle esigenze conoscitive della finanza pubblica.
Il piano dei conti di ciascun comparto di enti può essere articolato in considerazione alla specificità dell’attività svolta, fermo restando la riconducibilità delle voci alle aggregazioni previste dal piano dei conti integrato comune.
Il livello del piano dei conti integrato comune rappresenta la struttura di riferimento per la predisposizione dei documenti contabili e di finanza pubblica delle amministrazioni pubbliche.
Le previsioni di bilancio sono trasmesse dalle amministrazioni alla banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche al fine di facilitare il monitoraggio e il confronto delle grandezze di finanza pubblica rispetto al consuntivo.
Allegato al rendiconto di gestione: è un documento conoscitivo che espone le risultanze degli aggregati corrispondenti alle voci secondo la struttura del piano dei conti integrato, che deve essere allegato alla nota integrativa al rendiconto che espone i risultati della gestione, al fine di fornire supporto all'analisi degli scostamenti rispetto alle previsioni.

Transazione elementare

Definizione: ogni atto gestionale genera una transazione elementare.
Codifica della transazione elementare: ad ogni transazione elementare è attribuita una codifica[9] che deve consentire di tracciare le operazioni contabili e di movimentare il piano dei conti integrato.
Struttura della codifica della transazione elementare: la struttura della codifica della transazione elementare è definita dall'allegato 7. Tale struttura può essere aggiornata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze su proposta della Commissione per l'armonizzazione contabile degli enti territoriali.
Modalità della codificazione delle transazioni elementari: le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria codificano le transazioni elementari uniformandosi alle istruzioni degli appositi glossari, al fine di garantire l’omogeneità dei bilanci[10].
È vietato:

  • l’adozione del criterio della prevalenza, salvi i casi espressamente previsti;
  • l’imputazione provvisoria di operazioni alle partite di giro/servizi per conto terzi;
  • assumere impegni sui fondi di riserva e sugli altri accantonamenti stanziati in bilancio.

Sistema di bilancio

Finalità: il sistema di bilancio delle amministrazioni pubbliche disciplinato dal undefinedd.lgs. 118/2011 costituisce uno strumento fondamentale per il processo di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione. Le sue finalità sono quelle di fornire informazioni in merito ai programmi futuri, a quelli in corso di realizzazione ed all’andamento dell’ente, a favore dei soggetti interessati al processo di decisione politica, sociale ed economico-finanziaria.
Bilanci di previsione finanziari: il bilancio di previsione finanziario è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio ed è aggiornato annualmente in occasione della sua approvazione.
Alle variazioni al bilancio di previsione sono allegati i prospetti di cui all’allegato 8 del undefinedd.lgs. 118/2011, da trasmettere al tesoriere, mentre il conto del tesoriere è predisposto secondo lo schema di cui all’allegato 17.

Comuni schemi di bilancio e di bilancio consolidato

Schemi di bilancio: Le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria adottano comuni schemi di bilancio[11] finanziari, economici e patrimoniali e comuni schemi di bilancio consolidato con i propri enti e organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate e altri organismi controllati:

  • lo schema del bilancio di previsione finanziario di cui all'allegato 9;
  • lo schema del rendiconto della gestione di cui all'allegato 10;
  • lo schema del bilancio consolidato con i propri enti ed organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate e altri organismi controllati di cui all'allegato 11.

Le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria redigono un rendiconto semplificato per il cittadino, da divulgare sul proprio sito internet, con una esposizione sintetica dei dati di bilancio, evidenziando:

  • le risorse finanziarie umane e strumentali utilizzate nel perseguimento delle diverse finalità istituzionali;
  • i risultati conseguiti con riferimento a livello di copertura ed alla qualità dei servizi pubblici forniti ai cittadini;
  • l’eventuale relativo scostamento tra costi standard e costi effettivi, predisposto sulla base di un apposito schema tipo definito con i decreti successivi alla sperimentazione triennale.

Ulteriori indicazioni riguardano gli allegati al bilancio di previsione finanziario e al rendiconto della gestione, le indicazioni contenute nella nota integrativa allegata al bilancio di previsione e nella relazione sulla gestione allegata al rendiconto, gli allegati al documento tecnico di accompagnamento delle Regioni, il contenuto del rendiconto consolidato delle amministrazioni articolate in organismi strumentali.
Altre norme riguardano i Comuni con meno di 5.000 abitanti per i quali la predisposizione di alcuni allegati è facoltativa [12]. Viene inoltre prevista la possibilità di modificare ed integrare gli schemi di bilancio e, a decorrere dal 2016, di integrare gli allegati riguardanti gli equilibri. Presentano effetti giuridici anche riguardo alla funzione autorizzatoria gli schemi di bilancio e di rendiconto previgenti da adottare nel 2015.
Omogeneità della classificazione delle spese: le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria adottano uno schema di bilancio articolato per missioni  [13] e programmi  [14] che evidenzi le finalità della spesa per assicurare maggiore trasparenza delle informazioni riguardanti il processo di allocazione delle risorse pubbliche e la destinazione delle stesse alle politiche pubbliche settoriali, e per consentire la confrontabilità dei dati di bilancio in coerenza con le classificazioni economiche e funzionali individuate dai regolamenti comunitari.
Criteri per la specificazione e classificazione delle spese: i documenti di bilancio, sia di previsione che di consuntivo, devono essere elaborati adottando una specifica classificazione delle spese, analoga a quella prevista per il bilancio dello Stato (art. 25 della legge contabile), articolata per:

  • missioni. Le missioni vengono definite in relazione al riparto di competenza di cui agli undefinedarticoli 117 e undefined118 della Costituzione. Al fine di assicurare un più agevole consolidamento e monitoraggio dei conti pubblici, le missioni possono essere definite anche tenendo conto di quelle già individuate per il bilancio dello Stato;
  • programmi. I programmi si articolano in titoli e, ai fini della gestione, sono ripartiti in macroaggregati, capitoli ed eventualmente in articoli [15].
  • capitoli e articoli. I capitoli e gli articoli, ove previsti, si raccordano con il livello minimo di articolazione del piano dei conti integrato.

Le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria accludono al bilancio consuntivo un apposito allegato con una rappresentazione riassuntiva dei costi sostenuti per le missioni. L’elenco delle missioni, programmi, titoli e macroaggregati è aggiornato con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta della Commissione per l’armonizzazione contabile degli enti territoriali.
Criteri per la specificazione e classificazione delle entrate: le entrate degli schemi di bilancio finanziario sono classificate in base ai seguenti livelli di dettaglio:

  • titoli, definiti secondo la fonte di provenienza delle entrate;
  • tipologie, definite in base alla natura delle entrate, nell’ambito di ciascuna fonte di provenienza, ai fini dell’approvazione in termini di unità di voto; ai fini della gestione e della rendicontazione le tipologie sono ripartite in categorie, capitoli ed eventualmente in articoli secondo il rispettivo oggetto. I capitoli e gli articoli, ove previsti, si raccordano con il quarto livello di articolazione del piano dei conti integrato di cui all'articolo 4.

L’elenco dei titoli, delle tipologie e delle categorie è indicato nell'allegato 13 ed è aggiornato con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, su proposta della Commissione per l'armonizzazione contabile degli enti territoriali.
Flessibilità degli stanziamenti di bilancio: al fine di migliorare l’utilizzazione delle risorse pubbliche, anche in termini di riqualificazione della spesa, le amministrazioni pubbliche in contabilità finanziaria possono effettuare:

  • in sede di gestione, variazioni compensative tra le dotazioni delle missioni e dei programmi, limitatamente alle spese per il personale, conseguenti a provvedimenti di trasferimento del personale all’interno dell’amministrazione;

Resta in ogni caso precluso l’utilizzo delle entrate in conto capitale e derivanti dall'accensione di prestiti per finanziare spese correnti.

Disposizioni per gli enti strumentali in contabilità civilistica

Tassonomia per gli enti in contabilità civilistica: gli enti strumentali in regime di contabilità civilistica predispongono un budget economico.
Gli enti strumentali individuati dall’ISTAT come facenti parte del settore istituzionale della pubblica amministrazione:

  • riclassificano i propri incassi e pagamenti attraverso la rilevazione SIOPE al fine di consentire il consolidamento dei propri dati di cassa con quelli delle altre amministrazioni pubbliche;
  • elaborano un prospetto di ripartizione della propria spesa per missioni e programmi (allegato 15 aggiornato con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze), accompagnata dalla corrispondente classificazione secondo la nomenclatura COFOG di secondo livello, al fine di fornire informazioni in merito alla classificazione della propria spesa complessiva in missioni e programmi [16]. Tale prospetto è allegato al budget e al bilancio di esercizio in coerenza con i risultati della tassonomia effettuata attraverso la rilevazione SIOPE.

La relazione sulla gestione indica – nell’ambito del quadro di riferimento in cui operano le amministrazioni pubbliche, a corredo delle informazioni, e in coerenza con la missione – le attività riferite a ciascun programma di spesa.
Gli organi interni di controllo vigilano sull’attuazione degli adempimenti contabili degli enti strumentali, attestando l’attività svolta nella relazione all’assemblea di cui all’undefinedart. 2429 del codice civile.

Termini di approvazione dei bilanci

Le Regioni, gli enti locali e gli enti e organismi strumentali, con esclusione degli enti del settore sanitario, approvano:

  • il bilancio di previsione o il budget economico entro il 31 dicembre dell’anno precedente;
  • il rendiconto o il bilancio di esercizio entro il 30 aprile dell’anno successivo. Le Regioni approvano il rendiconto entro il 31 luglio dell’anno successivo, con preventiva approvazione da parte della giunta entro il 30 aprile, per consentire la parifica delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti;
  • il bilancio consolidato entro il 30 settembre dell’anno successivo.

Trasmissione dei bilanci alla Banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche

Le amministrazioni pubbliche trasmettono i loro bilanci preventivi, le relative variazioni ed i bilanci consuntivi alla Banca dati unitaria delle amministrazioni pubbliche, secondo gli schemi e le modalità definiti. Gli schemi, standardizzati e omogenei, assicurano l’effettiva comparabilità delle informazioni tra i diversi enti territoriali.

Piano degli indicatori e dei risultati attesi

Gli enti adottano un Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio per consentire la comparazione dei bilanci, in base a criteri e metodologie comuni.

Sperimentazione triennale

A decorrere dal 2012 è avviata una sperimentazione, della durata di tre esercizi finanziari, riguardante l’attuazione delle disposizioni relative ai principi contabili generali e applicati per le Regioni, le province autonome e gli enti locali (Titolo I), con particolare riguardo all'adozione del bilancio di previsione finanziario annuale di competenza e di cassa, e della classificazione per missioni e programmi.
Finalità: obiettivi della sperimentazione sono:

  • verificare l’effettiva rispondenza del nuovo assetto contabile definito dal undefinedd.lgs. 118/2011 alle esigenze conoscitive della finanza pubblica;
  • individuare eventuali criticità del sistema e le conseguenti modifiche intese a realizzare una più efficace disciplina della materia.

Disciplina normativa da ottemperare prima della sperimentazione: entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con decreto del Presidente del Consiglio su proposta del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, il Ministro delle riforme per il federalismo, il Ministro per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale, e il Ministro per la semplificazione normativa, d’intesa con la Conferenza unificata, sono definiti:

  • le modalità della sperimentazione;
  • i principi contabili;
  • il livello minimo di articolazione del piano dei conti integrato comune e del piano dei conti integrato di ciascun comparto;
  • la codifica della transazione elementare;
  • gli schemi di bilancio;
  • i criteri di individuazione dei programmi sottostanti le missioni;
  • le metodologie comuni ai diversi enti per la costruzione di un sistema di indicatori di risultato semplici, misurabili e riferiti ai programmi del bilancio;
  • le modalità di attuazione della classificazione per missioni e programmi;
  • le eventuali e ulteriori modifiche e integrazioni alle disposizioni concernenti il sistema contabile delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione;
  • un sistema premiante, senza oneri per la finanza pubblica, a favore delle amministrazioni pubbliche che partecipano alla sperimentazione.

Lo schema del decreto è trasmesso alle Camere, ai fini dell’acquisizione del parere della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale e delle Commissioni parlamentari competenti per i profili di carattere finanziario, da esprimere entro 30 giorni dalla trasmissione. Dopo tale termine, il decreto può comunque essere adottato.
Individuazione delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione: l’individuazione delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione è operata entro 150 giorni dall'entrata in vigore del decreto con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro per i rapporti con le Regioni e per la coesione territoriale, d’intesa con la Conferenza unificata. I criteri per l’individuazione tengono conto della collocazione geografica e della dimensione demografica. Nel 2014 tali amministrazioni sono 4 Regioni, 23 Province, 373 Comuni, 5 Unioni di Comuni [17].

Indicazioni per le amministrazioni coinvolte nella sperimentazione: ai fini della sperimentazione, il bilancio di previsione annuale e il bilancio di previsione pluriennale hanno carattere autorizzatorio, costituendo limite agli impegni di spesa, fatta eccezione per le partite di giro, i servizi per conto di terzi e per i rimborsi delle anticipazioni di cassa.
Per i Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti possono essere sperimentati sistemi di contabilità e schemi di bilancio semplificati.
La tenuta della contabilità delle amministrazioni coinvolte nella sperimentazione è disciplinata dalle disposizioni del Titolo I e dal decreto relativo alle modalità della sperimentazione, nonché dalle discipline contabili vigenti all'entrata in vigore del decreto.
Al termine del primo esercizio finanziario in cui ha avuto luogo la sperimentazione e, successivamente, ogni sei mesi, il Ministro dell'economia e delle finanze trasmette alle Camere una relazione sui relativi risultati. Nella relazione relativa all'ultimo semestre della sperimentazione il Governo fornisce una valutazione della sperimentazione.
Indicazioni per le amministrazioni non coinvolte nella sperimentazione: le amministrazioni non interessate dalla sperimentazione continuano ad applicare la disciplina contabile vigente.
Disciplina normativa da ottemperare dopo la sperimentazione: in considerazione degli esiti della sperimentazione, con decreti integrativi sono definiti:

  • i contenuti specifici del principio della competenza finanziaria ed eventualmente ridefiniti i principi contabili generali;
  • i principi contabili applicati;
  • il livello minimo di articolazione del piano dei conti integrato comune e del piano dei conti integrato di ciascun comparto;
  • la codifica della transazione elementare;
  • gli schemi di bilancio;
  • i criteri di individuazione dei programmi sottostanti le missioni;
  • le metodologie comuni ai diversi enti per la costruzione di un sistema di indicatori di risultato semplici, misurabili e riferiti ai programmi del bilancio;
  • le modalità di attuazione della classificazione per missioni e programmi;
  • la definizione di spese rimodulabili e non rimodulabili in sede di gestione o di predisposizione del progetto di bilancio di previsione.

 

Entrata in vigore

Le disposizioni relative ai principi contabili e applicati per le Regioni, le Province autonome e gli enti locali del Titolo I undefineddel d.lgs. 118/2011 si applicano a decorrere dall'esercizio finanziario 2015, con la predisposizione dei bilanci relativi all’esercizio 2015 e successivi.

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