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Note - Meccanismi sanzionatori e premiali

[1] L’articolo 17, comma 1, lettera e) della legge n. 42/2009 dispone: “I decreti legislativi (…) sono adottati secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi: introduzione di un sistema premiante nei confronti degli enti che assicurano un’elevata qualità dei servizi e livello della pressione fiscale inferiore alla media degli altri enti del proprio livello di governo, a parità di servizi offerti, ovvero degli enti che garantiscono il rispetto di quanto previsto dalla presente legge e partecipano a progetti strategici mediante l’assunzione di oneri e di impegni nell’interesse della collettività nazionale, ivi compresi quelli di carattere ambientale, ovvero degli enti che incentivano l’occupazione e l’imprenditorialità femminile; introduzione nei confronti degli enti meno virtuosi, rispetto agli obiettivi di finanza pubblica, di un sistema sanzionatorio che, fino alla dimostrazione della messa in atto di provvedimenti, fra i quali anche l’alienazione di beni mobiliari e immobiliari rientranti nel patrimonio disponibile dell’ente, nonché l’attivazione della misura massima dell’autonomia impositiva, atti a raggiungere gli obiettivi, determini il divieto di procedere alla copertura di posti di ruolo vacanti nelle piante organiche e di iscrivere in bilancio spese per attività discrezionali, fatte salve quelle afferenti al cofinanziamento regionale, o dell’ente locale per l’attuazione delle politiche comunitarie; previsione di meccanismi automatici sanzionatori degli organi di governo e amministrativi nel caso di mancato rispetto degli equilibri e degli obiettivi economico-finanziari assegnati alla regione e agli enti locali, con individuazione dei casi di ineleggibilità nei confronti degli amministratori responsabili degli enti locali per i quali sia stato dichiarato lo stato di dissesto finanziario di cui all’articolo 244 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, oltre che dei casi di interdizione dalle cariche in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Tra i casi di grave violazione di legge di cui all’articolo 126, primo comma della Costituzione, rientrano le attività che abbiano causato un grave dissesto nelle finanze regionali.”

[2] In questo senso la relazione attua il principio contenuto nell’articolo 2, comma 2, lettera dd) della legge n. 42/2009: “trasparenza ed efficienza delle decisioni di entrata e di spesa, rivolte a garantire l’effettiva attuazione dei principi di efficacia, efficienza ed economicità.”

[3] L’articolo 2, comma 77 della legge n. 191/2009 prescrive: “ È definito quale standard dimensionale del disavanzo sanitario strutturale, rispetto al finanziamento ordinario e alle maggiori entrate proprie sanitarie, il livello del cinque per cento, ancorché coperto dalla Regione, ovvero il livello inferiore al cinque per cento qualora gli automatismi fiscali, o altre risorse di bilancio, della Regione non garantiscano con la quota libera la copertura integrale del disavanzo. Nel caso di superamento o raggiungimento di detto standard dimensionale la Regione interessata è tenuta a presentare, entro il successivo 10 giugno, un piano di rientro triennale […] che contenga sia le misure di riequilibrio del profilo erogativo dei livelli essenziali di assistenza, per renderlo conforme a quello desumibile dal vigente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di fissazione dei livelli essenziali di assistenza, sia le misure per garantire l’equilibrio di bilancio sanitario in ciascuno degli anni compresi nel piano stesso.”

[4] L’articolo 2, comma 79 della legge n. 191/2009 dispone: “Il Consiglio dei ministri accerta l’adeguatezza del piano di rientro presentato. In caso di riscontro positivo, il piano è approvato dal Consiglio dei ministri ed è immediatamente efficace ed esecutivo per la Regione. In caso di riscontro negativo, ovvero in caso di mancata presentazione del piano, il Consiglio dei ministri, in attuazione dell’articolo 120 della Costituzione, nomina il Presidente della Regione Commissario ad acta per la predisposizione, entro i successivi trenta giorni, del piano di rientro e per la sua attuazione per l’intera durata del piano stesso.”

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