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Glossario

Assemblea capitolina: organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo di Roma Capitale. È composta dal Sindaco e da quarantotto Consiglieri. Delibera lo Statuto fondamentale dell’ente e ha potestà regolamentare per l’esercizio delle funzioni amministrative ad essa spettanti.

Cedolare secca: imposta che si applica sul canone di locazione relativo ai contratti di affitto di immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all’abitazione, in ragione di un’aliquota del 21%, in sostituzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché delle imposte di registro e di bollo sulla risoluzione e sulle proroghe del contratto di locazione.

Città metropolitane: ente costituito sul territorio di un’area metropolitana, come definita dalla legislazione vigente, dal Comune capoluogo e dai Comuni attigui che risultino integrati dal punto di vista dell’attività economica, dei servizi essenziali, dei caratteri ambientali e delle relazioni sociali e culturali.  Già previste dal decreto legislativo n. 267/2000 (Testo unico sugli enti locali) e riconosciute a livello costituzionale dall’articolo 114 della Costituzione, in seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione intervenuta nel 2001, le Città metropolitane sono state disciplinate in via transitoria dalla legge delega n. 42/2009, che ha dettato principi e criteri direttivi la cui attuazione è demandata ad uno o più decreti legislativi.

Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale: commissione bicamerale istituita dalla legge n. 42/2009, composta pariteticamente da quindici Senatori e quindici Deputati, nominati dai Presidenti dei due rami del Parlamento, su designazione dei gruppi parlamentari in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi in assemblea. Un regolamento interno ne disciplina attività e funzioni. La Commissione, al cui interno è stato creato un Comitato di rappresentanti delle autonomie locali, esprime i pareri sugli schemi di decreti legislativi attuativi della legge delega sul federalismo fiscale e riferisce ogni sei mesi alle Camere sullo stato di attuazione.

Commissione tecnica paritetica per l'attuazione del federalismo fiscale: prevista dalla legge n. 42/2009 è istituita presso il Ministero dell’economia e delle finanze ed è composta da componenti tecnici in rappresentanza dell’Istat, dello Stato e degli enti locali. La Commissione fornisce il supporto informativo e gli elementi conoscitivi utili alla predisposizione dei decreti legislativi attuativi della legge delega sul federalismo fiscale e svolge attività consultiva relativamente al riordino dell’ordinamento finanziario di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica: istituita dalla legge n. 42/2009 quale organismo stabile di coordinamento della finanza pubblica tra Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, nell’ambito della Conferenza unificata, è costituita dai rappresentanti dei diversi livelli territoriali di governo e dai membri del Governo. La Conferenza concorre alla definizione e alla ripartizione degli obiettivi di finanza pubblica per comparto e svolge funzioni di monitoraggio sull’utilizzo dei fondi stanziati per gli interventi speciali, sulle relazioni finanziarie tra i diversi livelli di governo, sull’adeguatezza delle risorse finanziarie di ciascun livello di governo rispetto alle funzioni svolte, sul funzionamento del nuovo ordinamento finanziario dei Comuni, delle Province, delle Città metropolitane e delle Regioni e sull’applicazione dei meccanismi di premialità e di quelli sanzionatori e sul loro funzionamento.

Contratto istituzionale di sviluppo: un contratto concluso tra il Ministro delegato, le Regioni e le amministrazioni competenti al fine di accelerare la realizzazione degli interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali, nonché di assicurare la qualità della spesa pubblica. Il contratto esplicita per ogni intervento o categoria di interventi i criteri di ammissibilità degli interventi al finanziamento e definisce il cronoprogramma, le responsabilità dei contraenti, i criteri di valutazione e di monitoraggio e le sanzioni per eventuali inadempienze.

Fabbisogni standard: riferimento a cui rapportare progressivamente il finanziamento integrale della spesa relativa alle funzioni fondamentali e ai livelli essenziali delle prestazioni degli enti locali. Il fabbisogno standard rappresenta l’indicatore rispetto a cui comparare e valutare l’azione pubblica con l’obiettivo di valorizzarne l’efficienza e l’efficacia, nella prospettiva del superamento del criterio della spesa storica per l’assegnazione di risorse finanziarie agli enti locali.

Fabbisogni standard nella sanità: l’ammontare delle risorse necessarie ad assicurare i livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza e appropriatezza. I fabbisogni sanitari standard costituiscono il riferimento a cui rapportare il finanziamento integrale della spesa sanitaria, nel rispetto della programmazione nazionale e dei vincoli di finanza pubblica.

Federalismo: il termine fa riferimento ad un ordinamento giuridico in cui i poteri legislativi e le funzioni amministrative sono organizzati e distribuiti dalla Costituzione tra il governo centrale, titolare di competenze su un numero specifico di materie elencate nella Costituzione, e gli enti territoriali (variamente nominati in Stati, Lander, Comunità, Territori a seconda delle esperienze giuridiche), che godono di ampia potestà legislativa e di autonomia finanziaria e fiscale. Negli Stati federali il sistema parlamentare è bicamerale: una Camera bassa rappresenta i cittadini della federazione, una Camera alta rappresenta gli Stati. Il federalismo è il modello di governo di quelle democrazie pluralistiche dove esistono realtà eterogenee sul piano della composizione etnica, religiosa o linguistica: in questa prospettiva il federalismo si pone come una forma di tutela e di garanzia dei diritti delle minoranze, costituendo un freno alla volontà accentratrice del Governo centrale; il decentramento tutela la libertà del popolo, favorendone il coinvolgimento nell’attività politica e la capacità di controllo sull’attività di governo, ed educa all’amministrazione pubblica ed al perseguimento di obiettivi pubblici.

Federalismo demaniale: processo di attribuzione alle Regioni, ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane di un proprio patrimonio per effetto di un trasferimento, a titolo non oneroso, dei beni di proprietà dello Stato operato secondo criteri di territorialità, di sussidiarietà, di adeguatezza, di semplificazione, tenendo conto della capacità finanziaria dell’ente, della correlazione con le competenze e le funzioni, e in funzione della valorizzazione ambientale.

Federalismo fiscale: riconoscimento dell’autonomia di entrata e di spesa alle Regioni e agli enti locali, attraverso l’attribuzione di risorse e tributi propri che consentano il finanziamento integrale delle funzioni ad essi spettanti, sulla base di un rapporto direttamente proporzionale tra le imposte riscosse nel territorio di riferimento dell’ente e quelle effettivamente impiegate; ciò comporta la responsabilizzazione dell’amministratore locale nella gestione dei servizi pubblici locali e nell’amministrazione dell’ente nei confronti della sua comunità di cittadini-elettori. Condizione per il funzionamento del federalismo fiscale è la capacità del sistema di assegnare in maniera ottimale le funzioni pubbliche ai governi di diverso livello, stabilendo quali funzioni possono essere svolte efficientemente dal Governo centrale e quali invece dovrebbero essere assegnate ai livelli di governo più bassi, tenendo conto della specificità di ciascun territorio e delle diverse attese dei suoi cittadini, in modo da rendere le decisioni di spesa coerenti con le preferenze locali.

Federalismo municipale: attribuzione ai Comuni di propri tributi il decreto legislativo n. 23/2011 ha disposto l’attribuzione ai Comuni del gettito o delle quote del gettito, relativamente agli immobili ubicati sul loro territorio, derivante dalle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali, sul reddito delle persone fisiche, tributi speciali catastali, tasse ipotecarie e cedolare secca sugli affitti; ai Comuni è stata attribuita inoltre la compartecipazione al gettito dell’imposta sull’IVA.

Fondo per lo sviluppo e la coesione (già Fondo per le aree sottosviluppate): diretto a finanziare gli interventi di riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese, attraverso l’erogazione dei contributi speciali e il finanziamento dei progetti strategici di carattere infrastrutturale e immateriale di rilievo nazionale, regionale e interregionale. Il documento di economia e finanza determina, tenendo conto delle previsioni macroeconomiche di crescita del PIL, e coerentemente con gli obiettivi programmati di finanza pubblica, l’ammontare delle risorse da destinare agli interventi del Fondo.

Fondo perequativo per i Comuni e le Province: istituito nel bilancio dello Stato, concorre al finanziamento delle spese dei Comuni e delle Province. Il fondo perequativo dei Comuni è distinto in due parti, una dedicata alle funzioni fondamentali dell’ente e l’altra dedicata a quelle non fondamentali.  È alimentato dalle quote del gettito derivante dalle imposte di registro e di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastali, dall’imposta sul reddito delle persone fisiche, dalla cedolare secca sugli affitti, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie.

Fondo sperimentale di riequilibrio: istituito al fine di realizzare una devoluzione in forma progressiva e territorialmente equilibrata della fiscalità immobiliare; ha durata triennale ed è alimentato con il gettito derivante dai tributi elencati all’articolo 2 del decreto legislativo n. 23/2011.

Grave dissesto finanziario: fattispecie che si verifica con riferimento al disavanzo sanitario di una Regione assoggettata a piano di rientro, qualora il Presidente della Giunta regionale, nominato commissario ad acta del Governo, non abbia adempiuto all’obbligo di attuazione del piano di rientro, sia stato accertato in sede di verifica il mancato raggiungimento degli obiettivi del piano stesso con conseguente perdurare del disavanzo sanitario e sia stato adottato per due esercizi consecutivi un ulteriore incremento dell’aliquota addizionale regionale all’Irpef al livello massimo previsto. Lo stato di grave dissesto finanziario è accertato dalla Corte dei conti in sede giurisdizionale.

Imposta di scopo: tributo che i Comuni possono deliberare di far applicare, con proprio regolamento, destinato esclusivamente alla totale copertura delle spese per la realizzazione di opere pubbliche (elencate all’articolo 1, comma 149 della legge n. 296/2006). L’imposta è dovuta per un periodo massimo di dieci anni. Il regolamento comunale che istituisce l'imposta determina l'opera pubblica da realizzare, l'ammontare della spesa da finanziare, l'aliquota di imposta, l'applicazione di esenzioni, riduzioni o detrazioni in favore di determinate categorie di soggetti, in relazione all'esistenza di particolari situazioni sociali o reddituali, le modalità di versamento degli importi dovuti. In caso di mancato inizio dell’opera resta fermo l’obbligo della restituzione entro due anni dalla data prevista dal progetto esecutivo.

Imposta di soggiorno: tributo applicato al soggetto, nella misura di un massimo di cinque euro, che alloggia nelle strutture ricettive situate sul territorio dei Comuni. Il gettito ricavato dall’imposta è destinato al finanziamento degli interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali.

Imposta municipale secondaria: sostituirà a partire dal 2013 una serie di tasse comunali quali il canone di occupazione di spazi e aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni e il canone per l’autorizzazione all’installazione dei mezzi pubblicitari.

Imposta municipale unica: si applicherà a partire dal 2013 sugli immobili che non costituiscono abitazione principale, in sostituzione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta comunale sugli immobili. L’aliquota dell’imposta, fissata in ragione dello 0,76‰, può essere aumentata o diminuita dai Comuni, non oltre il valore dello 0,2‰. L’IMU non si applica sugli immobili posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle Comunità montane e dai consorzi fra enti, nei rispettivi territori, destinati a compiti istituzionali.

Interventi speciali: stanziamenti disposti a favore di determinati Comuni, Province e Regioni per promuoverne lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali e per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona; sono finanziati con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, con i finanziamenti a finalità strutturale dell’Unione europea e i relativi co-finanziamenti nazionali.

Legge delega: tipologia di legge, attraverso la quale il Parlamento autorizza il Governo a esercitare la funzione legislativa su un determinato oggetto, secondo determinati principi e criteri direttivi cui l’esecutivo dovrà attenersi nella regolazione della materia, in un periodo di tempo massimo, fissato tendenzialmente in ventiquattro mesi. Tale periodo è prorogabile soltanto attraverso una legge che disponga la proroga espressamente.

Meccanismi premiali e sanzionatori: previsti dal decreto legislativo n. 149/2011 per responsabilizzare l’amministratore locale nella gestione dell’ente nel quadro del nuovo regime di autonomia  di entrata e spesa previsto dal federalismo fiscale, consistono in incentivi  per gli enti virtuosi che assicurino bilanci in equilibrio e offrano servizi di qualità e in sanzioni che comportano l’incandidabilità e l’interdizione dai ruoli di governo.

Patto di stabilità interno: introdotto dalla legge n. 488/1998 (Legge Finanziaria per il 1999) fissa i parametri di spesa, definiti annualmente dalle manovre di finanza pubblica, cui devono attenersi, nell’anno di riferimento della manovra finanziaria, le Regioni, le Province e i Comuni in modo da garantire che lo Stato raggiunga gli obiettivi di convergenza fissati dai parametri del patto di stabilità e crescita europeo.

Piano dei conti integrato: strumento di consolidamento e monitoraggio dei conti pubblici funzionale a un migliore raccordo dei conti delle amministrazioni pubbliche con il Sistema europeo dei conti nazionali (SEC).

Piano di rientro del disavanzo sanitario: è finalizzato a ristabilire l’equilibrio economico-finanziario delle Regioni che hanno conseguito un disavanzo nel settore sanitario. La Regione interessata è tenuta a presentare un piano triennale che contenga sia le misure di riequilibrio del profilo erogativo dei livelli essenziali di assistenza che le misure per garantire l’equilibrio di bilancio sanitario in ciascuno degli anni compresi nel piano sanitario nazionale.

Principio di armonizzazione dei bilanci pubblici: principio che risponde ad esigenze coordinamento della finanza pubblica e di tutela dell’unità giuridica ed economica della Repubblica nell’ambito del processo di realizzazione delle condizioni di autonomia finanziaria degli enti locali, così come previsto dalla legge n. 42/2009 relativa al federalismo fiscale, che ha dettato i principi e i criteri direttivi in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti locali.

Relazione di fine legislatura regionale: documento sottoscritto dal Presidente della Giunta regionale e certificato dagli organi di controllo interno della Regione e dal Tavolo tecnico interistituzionale, pubblicato on line sul sito istituzionale della Regione, contiene la descrizione dettagliata delle principali attività normative e amministrative svolte durante la legislatura, configurandosi come uno strumento di trasparenza della gestione economica e finanziaria dell’ente.

Relazione di fine mandato provinciale e comunale: documento sottoscritto dai Sindaci e dai Presidenti di Provincia, analogamente a quanto previsto per le Regioni, certificato dall’organo di revisione dell’ente locale e dal Tavolo tecnico interistituzionale e pubblicato sul sito internet dell’ente, contiene il rendiconto delle attività amministrative e della gestione della spesa durante gli anni del mandato.

Responsabilità politica del Presidente della Giunta regionale: fattispecie che dà luogo a un meccanismo sanzionatorio di straordinaria gravità, culminante nella rimozione del Presidente della Giunta regionale per gravi violazioni di legge, ai sensi dell’articolo 126 della Costituzione, in quanto riconosciuto responsabile di aver provocato lo stato di grave dissesto finanziario della Regione con riferimento al disavanzo nel settore sanitario, e che comporta inoltre l'incandidabilità a livello locale, regionale, nazionale ed europeo per un periodo di tempo di dieci anni e l’interdizione, per lo stesso periodo di tempo, dalle cariche di governo degli enti locali, delle Regioni, dello Stato e dell’Unione europea.

Responsabilità politica del Presidente di Provincia e del Sindaco: fattispecie che si concretizza nella sanzione dell'incandidabilità dell’amministratore dell’ente locale alle cariche elettive e di governo locali, statali ed europee. La responsabilità politica è conseguente all’imputazione all’amministratore locale, da parte della Corte dei conti, della responsabilità del dissesto finanziario con dolo o colpa grave.

Roma Capitale: ente territoriale, istituito dall’articolo 24 della legge delega n. 42/2009, in attuazione dell’articolo 114 della Costituzione, il cui ordinamento è disciplinato in via transitoria dal decreto legislativo 156/2010; gode di autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria, di un proprio patrimonio e di ulteriori risorse assegnate in ragione del ruolo di Capitale della Repubblica italiana e delle funzioni connesse quale sede degli organi costituzionali e delle rappresentanze diplomatiche degli Stati esteri presso lo Stato, la Città del Vaticano e le Istituzioni internazionali.

SIOPE (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici): sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche; creato nel 2003 dalla collaborazione tra la Ragioneria generale dello Stato, la Banca d'Italia e l'ISTAT (in attuazione dall'articolo 28 della legge n. 289/2002) e disciplinato dall’articolo 14 (commi 6 - 11) della legge n. 196 del 2009. Il SIOPE conduce operazioni di monitoraggio dei conti pubblici attraverso la rilevazione in tempo reale del fabbisogno delle amministrazioni pubbliche e l'acquisizione delle informazioni necessarie a una più puntuale predisposizione delle statistiche trimestrali di contabilità nazionale.

Sose s.p.a.: società per gli studi di settore, compartecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze e dalla Banca d’Italia, svolge attività finalizzate alla realizzazione degli studi di settore. Il decreto legislativo n. 216/2010 relativo alla determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Regioni, Comuni e Province, ha attribuito alla Sose compiti in materia di predisposizione delle metodologie occorrenti all’individuazione e alla determinazione del valore dei fabbisogni standard attraverso il ricorso a tecniche statistiche.

TARES: tributo comunale sui rifiuti e servizi istituito dal decreto legge n. 201/2011 a copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento, svolto in regime di privativa dai comuni, e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. Il tributo è dovuto da chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il Comune con regolamento può, nei casi previsti dal decreto legge, prevedere diminuzioni tariffarie, nella misura massima del 30%, e deliberare ulteriori riduzioni ed esenzioni.

Tributi propri delle Regioni: tributi che vengono istituiti con apposita legge regionale, in relazione a presupposti non già assoggettati ad imposizione erariale, le addizionali regionali sulle basi imponibili dei tributi erariali, i tributi derivati, istituiti e regolati da leggi statali, il cui gettito è attribuito alle Regioni stesse.

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